Il Web che apre i confini

Di fronte a un cambiamento come quello vissuto quest’anno, l’unico modo per reagire è trovare nuove opportunità in ciò che era fino a ieri inesplorato. Questa regola è vera in particolare quando parliamo di Web Marketing Internazionale, un filone in forte sviluppo che vede gli strumenti tradizionali per l’export affiancati ai nuovi tools digitali. Un potenziale ancora inespresso ma in crescita: stando ai dati, nel 2019, il B2C ha registrato un +15%, mentre il digital export costituisce il 28% di quello complessivo. Di fatto, non si tratta semplicemente di vendere prodotti all’estero online, ma di sviluppare un vero e proprio piano strategico e operativo di presenza e azione, integrato in una più ampia visione di marketing. Si parte da analisi, dati e conoscenza diffusa e una buona dose di curiosità: quali aspetti del mercato locale potrebbero complicare o impedire il mio business? Chi sono i consumatori, cosa cercano? Quali concorrenti, che strategie usano? Sono solo alcune delle domande che dovremmo farci prima di iniziare a fare valutazioni di digital export. Ma anche durante, perché in ambito di digital marketing la strategia vincente è quella che testa, monitora e riformula. Ecco che allora in fase analitica ci vengono in aiuto diversi strumenti (come Market Finder, Trend, Keyword Planner di Google o Sem Rush) che ci forniscono scenari a portata di clic e informazioni che solo se confrontate tra loro in sinergia ci offrono una panoramica più ampia dello status quo e delle opportunità. La vera sfida è saperli leggere e interpretare correttamente, inserendoli in un progetto integrato di marketing, coerenti con gli obiettivi e guidati dalla consulenza di uno specialista.

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