DaD, futuro e miglioramenti

Parlare di didattica a distanza dopo 14 mesi dal primo webinar che organizzammo per convertire le ore d’aula in online sembra quasi di parlare di un episodio di storia. Sono solo 14 mesi, ma per alcuni aspetti è come fossero passate ere. I concetti di reazione, adattamento, rapidità, cambiamento si sono subito imposti nella nostra quotidianità, tutto è successo in pochissimi giorni. All’indomani del lockdown per tutti, chi più chi meno, studenti, lavoratori, pensionati, imprese e organizzazioni è cambiato il modo di relazionarsi e compiere le azioni più normali, tradizionalmente svolte in presenza fisica. Quello che era un processo già in atto da tempo, ma che andava a rilento quantomeno per alcune categorie di popolazione, ha subito un’accelerazione vertiginosa, e così il fenomeno dell’alfabetizzazione digitale ha avuto una spinta epocale. Senza questo passaggio tanto necessario quanto accidentale diverse classi socio-culturali sarebbero rimaste escluse da molte interazioni ed esperienze.
Ifoa, come tante aziende ed enti ha risposto in modo attivo, scegliendo di non subire il momento, ma di affrontarlo. E così tutte le attività che potevano in qualche modo essere trasformate da analogiche a digitali, sono state riviste e riorganizzate. Da marzo a ottobre 2020 abbiamo organizzato 4.864 webinar per un totale di 16.159 ore di formazione, mantenendo una media tra i 35 e 48 webinar giornalieri nel periodo tra maggio e settembre. 129 sono stati i tutor didattici coinvolti e 592 i docenti. Va bene, possiamo forse dire di avercela fatta, fino adesso, in qualche modo.
Tuttavia questi sono i numeri e i risultati di una risposta ad una situazione improvvisa e di emergenza, alla quale, appunto si poteva reagire o soccombere. Ifoa, che si è sempre definita come un ponte tra persone e imprese, che pone nell’idea della condivisione e nell’accrescimento del sapere utile la sua ragione di essere, non poteva permettere che quel sapere utile si fermasse e si interrompesse questa relazione coltivata in decenni. Ma è anche chiaro, dall’altro lato, che in una situazione come quella che abbiamo vissuto questa relazione ora venga messa in seria discussione.
Non credo sia sufficiente dirci che siamo riusciti a passare dalla didattica in presenza a quella a distanza per dirci che stiamo affrontando il cambiamento nella maniera giusta, o almeno non sarà più abbastanza appena saremo fuori dall’emergenza. E mi riferisco al fatto che con la didattica a distanza tutti, la collettività, le scuole, anche noi enti di formazione, ci siamo concentrati molto (e giustamente) sulle modalità di emissione, ma non altrettanto sulla ricezione. Guardando al futuro è doveroso preoccuparsi delle conseguenze del cambiamento sull’apprendimento, ovvero ruotando il punto di vista su chi sta dall’altro capo della video-lezione. Se invece di parlare di didattica a distanza parlassimo di apprendimento a distanza? Finora tutta l’attenzione è stata posta sugli strumenti da usare per erogare la formazione, sulle metodologie, sui tempi, sulle capacità del docente, ma ci siamo davvero chiesti come vive tutto questo l’allievo che apprende?
Centrare il discorso su quel ragazzo che sta dall’altra parte aiuterebbe a capire ad esempio che in una vera didattica a distanza c’è da prevedere un’altra figura che nella scuola non esiste oltre ai docenti e cioè il tutor, colui che nella relazione è concentrato a capire se e come l’allievo sta apprendendo.
Quel bisogno di fisicità nelle relazioni interpersonali, ingrediente fondamentale di un percorso formativo, sui cui Ifoa fonda il suo stesso modello, è venuto a mancare e tenderà a mancare anche in avanti, perché è inevitabile pensare che la didattica a distanza si insedierà irreversibilmente tra i modelli formativi del futuro. È quindi fondamentale per noi, responsabili e attori di questo cambiamento, far sì che il vissuto diventi un punto di partenza sui cui lavorare e costruire nuovi modelli educativi in grado di non spersonalizzare i legami sociali, ponendo particolare attenzione a come il discente vive la sua esperienza di apprendimento e crescita, seppure a distanza.

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