Paese che vai mercato che trovi

A dispetto di una certa difficoltà di pronuncia, il termine internazionalizzazione è sempre più ricorrente da qualche anno a questa parte, spesso accompagnato da acronimi (in evoluzione) che indicano la privilegiata élite di paesi che, crisi o non crisi, continuano a crescere a ritmi sostenuti, vertiginosi in alcuni casi. Brasile, Russia, India e Cina (Bric) ma anche Sudafrica (Brics) e Turchia (Bricst). Ognuno con le proprie specificità, caratteristiche e problematiche ovviamente: sarebbe totalmente errato attribuire a questi paesi qualcosa in comune al di là dell’elevato tasso di crescita, che in realtà è tutt’altro che uniforme.
Dalla necessità di comprendere appieno le caratteristiche di questi mercati e, più in generale, dei diversi Sistemi paese deriva lo spazio sempre maggiore che il processo d’internazionalizzazione si sta ritagliando nel contesto dei servizi di consulenza aziendale e manageriale. Si tratta evidentemente di un ambito che richiede competenze trasversali, non tutte e non sempre facilmente individuabili da parte delle aziende stesse che pur ne avvertono l’esigenza. Parliamo di competenze che, nell’approcciare contesti socio-culturali completamente diversi dal nostro, non possono essere solo tecniche e gestionali, ma devono essere anche culturali.
I modelli aggregati, quali le reti d’impresa, sono tra le modalità più efficaci per approcciare un nuovo mercato. Si condividono costi e rischi ma soprattutto competenze e specificità, che vengono integrate al fine di fare della rete una struttura quanto più possibile attrezzata per l’inserimento in un mercato sconosciuto. La Regione Emilia Romagna sostiene queste iniziative, tramite bandi annuali finalizzati ad agevolare l’internazionalizzazione delle imprese del nostro tessuto produttivo, facilitandone quindi l’inserimento in mercati esteri.
In un momento in cui l’Italia (e l’Europa in generale) fatica a intravedere la via d’uscita da una delle peggiori crisi economiche e produttive nella storia, i mercati emergenti offrono le maggiori opportunità di sviluppo alle Pmi italiane, specialmente in quei settori in cui l’eccellenza e la qualità delle produzioni italiane sono riconosciute e apprezzate (la meccanica, per esempio) e costituiscono un insostituibile valore aggiunto.

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