Tra solitudine e paure

Succede che le letture si richiamino in un magnetismo che crea campi d’attrazione impossibili da prevedere. Da simili forze nascoste nasce un cammino inatteso e questa può esserne la mappa. Qualche tempo fa ho ripreso il classico distopico di Richard Matheson, Io sono leggenda (Fanucci), dove l’ultimo uomo rimasto sulla Terra si difende dall’assedio di vampiri che arrivano di notte e di giorno è impegnato a capire cosa è successo all’umanità travolta da un male inesorabile, che viaggia in tempeste di polvere. Da qui mi sono ritrovato nell’ultimo thriller labirintico di Patrick Fogli, Il signore delle maschere (Mondadori) al fianco di Caronte, killer senza volto che uccide per giustizia o vendetta, e di una donna doppia che aiuta le persone a scomparire e forse a rinascere altrove. Da un’ultima spiaggia mi sono infine risvegliato a piedi nudi nei panni di Caspar, che ha perso completamente la memoria e assiste a una bufera di neve, dentro la clinica psichiatrica Teufelsberg, periferia di Berlino, tra le pagine di una misteriosa cartella clinica che compone Il ladro di anime (Einaudi) di Sebastian Fitzek. Tre storie avvincenti, incubi che diventano realtà e viceversa, dove per capire davvero chi siamo occorre attraversare le proprie paure, abitare solitudini, respirare il vento del Male, e riuscire, da questo rispecchiamento, a far luce nel buio, scoprire davvero un volto oltre le maschere.

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