We love Norcia

Non è riuscito a trattenere qualche lacrima di commozione Vincenzo Bianconi, il presidente dell’associazione I Love Norcia, quando ha ricordato uno degli episodi più toccanti tra le tante manifestazioni di solidarietà che ha ricevuto Norcia, dopo le scosse sismiche del 2016. “Un giovane stagista di Firenze – ha raccontato l’imprenditore umbro nel corso del seminario Norcini e Benedettini, tenutosi nella Sala dei Marmi dei Musei civici di Reggio Emilia a fine maggio – un giorno è arrivato in treno dalla città toscana a Norcia. Vi garantisco che per arrivare a Norcia da Firenze con la ferrovia il viaggio è lungo. Quel ragazzo guadagnava 450 euro al mese. E’ venuto da me, ha preso in mano alcune banconote e ha detto: “Tenga, ecco i 450 euro che ho guadagnato questo mese”. La vita a Norcia, dopo la tremenda sequenza di scosse sismiche che hanno messo a dura prova la resistenza dei suoi abitanti e danneggiato in maniera gravissima molti edifici, non è facile. Molte famiglie se ne sono andate, e molte non sono rientrate. Il terremoto, ha detto Bianconi, è arrivato proprio nel momento di massimo rilancio turistico per la piccola cittadina umbra. Il sisma però ha fatto scappare anche i turisti, che erano un volano formidabile anche per i produttori di tipicità artigianali enogastronomiche e per gli esercizi commerciali della zona. La famiglia Bianconi è molto nota al di fuori dell’Umbria. I Bianconi, attivi nel settore dell’ospitalità dal 1850, sono proprietari di due autentici gioielli: Palazzo Seneca, un elegante albergo ospitato in un edificio del XVI secolo nel centro di Norcia, a pochi metri dal monastero benedettino reso inagibile dal sisma, e il Vespasia, il ristorante stellato Michelin annesso al Relais. Le due strutture sono state danneggiate dal sisma, ma da qualche tempo hanno riaperto. Bianconi è venuto a Reggio Emilia per presentare il progetto che è prioritario per I love Norcia, l’associazione che riunisce tutte le istituzioni e le forze sociali della città. Il Progetto Arca vuole realizzare un edificio che sia in primo luogo un posto sicuro per tutti i Norcini, un riparo in cui rifugiarsi in caso di nuove violente scosse sismiche. Ma Arca sarà soprattutto un luogo in cui i Norcini potranno incontrarsi, riunirsi e stare insieme, che è esattamente ciò che è mancato alla città dopo le forti scosse del 2016 che avevano reso inagibili tutti i luoghi di incontro. “In passato – ha aggiunto Bianconi – quando arrivava una “scossetta” del 3.5 della scala Richter, correvamo subito ad accendere la tv: se i Tg nazionali non ne facevano cenno, tiravamo un grande sospiro di sollievo, perchè sapevamo che avremmo evitato un brusco calo nelle presenze turistiche. Ora però la nostra percezione è cambiata: dobbiamo essere consapevoli del fatto che Norcia sia una città di terremoti e che ogni 15-20 anni saremo colpiti da un forte terremoto. Dobbiamo imparare a convivere con il sisma, come fanno i Giapponesi”. Ecco perchè tutta Norcia è mobilitata affinchè il Governo italiano trasferisca nella costruenda Arca la sede della Protezione Civile nazionale. Arca, la cui realizzazione sarà finanziata dall’Ordine nazionale degli Architetti, diventerà nelle intenzioni dei promotori anche un centro educativo per i bambini dai 5 anni in su e un centro culturale e formativo per gli adulti, oltre che un incubatore di start-up e nuove imprese. Reggio Emilia, con la manifestazione The Good Food. Reggio Emilia for Norcia ha dato un primo segnale concreto di aiuto a Norcia. L’auspicio è che questo rapporto di amicizia con una delle più belle città del mondo continui e si rafforzi.

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