Terra chiama Marte

Questo mese vorrei parlare della nuovissima disciplina sulla responsabilità solidale nell’ambito dei contratti d’appalto (art.13 ter del d.l. 83/2012). La norma prevede che l’appaltatore, prima di versare il corrispettivo al subappaltatore, debba verificare che siano stati correttamente effettuati gli adempimenti per il pagamento delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente e dell’Iva dovuta da parte dello stesso subappaltatore. In caso di mancata verifica scatta la responsabilità solidale tra appaltatore e subappaltatore: l’appaltatore risponde in solido nel limite dell’ammontare del corrispettivo dovuto. Ora, l’articolo parla in termini generici di “committente”, “appaltatore” e “subappaltatore” senza riferimento a specifici settori economici; parimenti non si riesce a comprendere se le nuove norme siano limitate agli appalti oppure interessino anche i contratti d’opera, che rappresentano i contratti d’appalto dei piccoli imprenditori (l’art. 2222 del codice civile definisce contratto d’appalto ogni servizio reso da qualsiasi azienda strutturata con personale e mezzi).

Così, nel dubbio, all’atto della fattura emessa per la vendita di uno spazio pubblicitario sulla rivista, mi sono vista recapitare la richiesta di certificazione del versamento Iva del periodo riconducibile alla data della fattura, dei contributi relativi ai dipendenti che avevano operato sullo spazio pubblicitario pubblicato, nonché documento d’identità, eventuali subappalti, e infine copia del modulo F24 comprovante i versamenti effettuati. Il tutto in originale e con firma autenticata.
Dopo l’iniziale senso di smarrimento e nausea che mi ha colto al pensiero di moltiplicare tutto questo per ogni fattura, ho tentato di spiegare – ragionevolmente – al cliente che il servizio in questione non poteva essere direttamente riconducibile a un contratto di appalto. Dal canto suo – altrettanto ragionevolmente – ha concluso che nell’incertezza assoluta e date le sanzioni previste era costretto a confermare la richiesta, consigliandomi di fare lo stesso con i miei fornitori.
Ora, provate a immaginare di estendere la nuova norma all’intero sistema economico. Accadrebbe, per esempio, che un professionista dovrebbe chiedere, in vista della detrazione dell’Iva pagata in parcella, la regolarità dei versamenti Iva all’artigiano chiamato ad accomodare la serratura del proprio ufficio o per la manutenzione della caldaia. E direi che è più che sufficiente. Questà è follia pura. Qualcuno li richiami sulla Terra!
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