Uccidi il mostro finché è piccolo

Uccidi il mostro finché è piccolo: in questo motto è rinchiuso un segreto per affrontare i problemi in ogni campo della vita e, in campo finanziario, rappresenta l’essenza della sopravvivenza. Abbiamo una certezza: il futuro non è prevedibile e, se si agisce, inevitabilmente prima o poi si commetteranno degli errori. Qualunque analisi, per quanto approfondita, non avrà mai l’affidabilità, di una scienza esatta: pertanto, l’unico modo per ottenere risultati costanti è imparare il più velocemente possibile come gestire le operazioni in sofferenza.
Per fare ciò bisogna riflettere su una credenza sbagliata che ha spesso fuorviato la capacità decisionale degli operatori di borsa più inesperti: “le perdite sono fittizie finché non si vende”. Chi si è nascosto dietro a questo alibi nell’ultimo decennio, rimandando l’accettazione di un crollo che nel frattempo si è trasformato da sostenibile a inaffrontabile, ora si trova paralizzato davanti a prezzi di carico lontanissimi da quelli attuali. Agire significa attivare energia psichica e di fronte a un errore è doloroso per il proprio ego perché porta con sé la responsabilità delle proprie azioni e la consapevolezza di avere sbagliato. Risulta perció meno faticoso allontanare il momento della decisione, affidandosi alla speranza che prima o poi si raggiungerà almeno il pareggio…
Niente di più sbagliato! La matematica lo evidenzia inequivocabilmente: un risultato del -20% necessita di un +25% per tornare pari; a un -60% serve un +150%.
Chi si ritrova in portafoglio dei -90% (circostanza tutt’altro che irrealistica oggi: basta guardare i grafici dei titoli maggiormente diffusi nei portafogli dei piccoli e medi risparmiatori come Unicredit, Banco Popolare o Mediaset) deve sapere che, solo per tornare in pari, il titolo dovrà realizzare un +900%, un rialzo che di solito rappresenta il colpaccio che cambia la vita, mentre in questo caso servirebbe solo per recuperare l’investimento iniziale (peraltro ulteriormente aggravato dall’inflazione e dall’incidenza delle commissioni in caso di investimenti in fondi o polizze).
Quando si è in perdita, spesso si reagisce mediando la posizione, ossia comprando altre quote con l’intento di abbassare il prezzo medio di carico, pensando così di avvicinarsi più facilmente al pareggio. Però così facendo non si fa altro che aumentare l’esposizione e il rischio su un asset che sta ampiamente dimostrando di andare nella direzione opposta a quella auspicata. Se si lascia che la perdita arrivi al 50%, sarà necessario un raddoppio delle quotazioni per ritornare solo al punto di partenza; se invece si blocca la perdita non appena si arriva a -5%, bisognerà sbagliare ben 10 volte consecutive per ottenere una perdita equivalente, e sbagliare 10 volte non è così facile. Uscire con tempismo dagli investimenti in caduta libera è fondamentale, perché quando il mercato ripartirà si disporrà di una liquidità maggiore da investire e di una perdita minore da recuperare, oltre che di maggiore lucidità e autostima.
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