Paura di cadere dalle nuvole?

Negli ultimi trent’anni le aziende hanno imparato a migliorare il rapporto costi/prestazioni ricorrendo all’outsourcing per gli elementi non essenziali della propria infrastruttura informatica. In questA tendenza bisognerebbe inserire anche il cloud computing
Se analizziamo l’evoluzione dell’informatica negli ultimi trent’anni, notiamo che le aziende hanno imparato a migliorare il rapporto costi/prestazioni ricorrendo all’outsourcing (gestione esterna) degli elementi non essenziali della propria infrastruttura informatica. In particolare, conviene che siano gestiti esternamente i servizi fisici (Web hosting, portali Web, storage) e i servizi di manutenzione (per apparati di rete, server, PC, applicativi).

In questo contesto, il cloud computing (nuvola informatica) è un insieme di tecnologie che consentono di mettere a disposizione e usare risorse (hardware e software), in quantità potenzialmente illimitata, esclusivamente tramite la rete, secondo un approccio service-oriented. Il Cloud richiede e sfrutta i nuovi processori a core multipli, la tecnologia di virtualizzazione, le nuove architetture di storage distribuito, l’accesso ad Internet a larga banda.

Quali sono i vantaggi del Cloud? Anzitutto la scalabilità nelle performance, dovuta al fatto che le risorse vengono allocate in modo dinamico a seconda delle necessità. Inoltre c’è la scalabilità nei costi, che per il Cloud variano a seconda delle performance richieste e delle risorse utilizzate. Ad esempio, un’azienda che per un mese ha bisogno di uno spazio di storage di alcune centinaia di terabyte, non deve comprare dischi che, alla fine del mese, non saranno più utilizzati. Grazie al Cloud, l’azienda può pagare un mese di accesso ad un servizio di storage, con il quale i dati saranno al sicuro sulle macchine virtuali del service provider. Se dopo un mese servirà ancora uno spazio per i dati, magari ridotto, l’azienda potrà ricontrattare il servizio di storage, chiedendo meno spazio e spendendo quindi di meno, ma potrà anche cambiare service provider, a fronte di un’offerta più vantaggiosa.

La scelta del cloud provider deve tener conto dei seguenti aspetti: l’affidabilità e la continuità dei servizi offerti, la sicurezza, la presenza di un helpdesk di secondo livello. Nel rapporto con i fornitori di servizi cloud è fondamentale comprendere bene le modalità di recupero dei propri dati e di migrazione, nel caso si voglia cambiare operatore o tornare indietro con infrastrutture in casa.
Concludiamo con qualche riflessione su come si accede ai servizi cloud. Il fornitore espone delle interfacce Web, che il cliente amministratore utilizza per selezionare il servizio richiesto (ad esempio un server virtuale completo, oppure solo storage) e per amministrarlo (configurazione, attivazione, disattivazione). Il cliente finale utilizza il servizio configurato dal cliente amministratore – le caratteristiche fisiche dell’implementazione (server reale, localizzazione del data center) sono irrilevanti. Cliente amministratore e cliente finale possono teoricamente coincidere. Entrambi utilizzano un browser per accedere al Cloud, con alcuni vantaggi innegabili: qualsiasi computer, smartphone, tablet è dotato di browser, e i principali browser sono gratuiti.

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