L’imprenditore? Non pagato e pure beffato

Il sostituto d’imposta è colui che per legge sostituisce in tutto o in parte nei rapporti con l’Amministrazione finanziaria, trattenendo le imposte dovute dai compensi, salari, pensioni o altri redditi erogati e successivamente versandole allo Stato. Il sistema delle trattenute trasforma il datore di lavoro in un esattore di imposte non pagato, ed ho più volte sostenuto che il sistema ha l’enorme inconveniente di nascondere l’entità del tributo a carico del contribuente finale. Quando poi i datori di lavoro devono anche far fronte agli errori, tutto ciò diventa ancora più pesante. Vi racconto l’ultimo episodio (non isolato) che mi è capitato. Ricevo notifica dalla Agenzia delle Entrare relativamente a ritenute che non risulterebbero versate. Naturalmente dalla modulistica arrivata non si legge nessuna descrizione dettagliata delle “mancanze denunciate”. Mi reco presso l’Agenzia delle Entrate per capire. In sintesi: nel 2008 lo Stato eroga un bonus a tutti i lavoratori qualora gli stessi dichiarino d’averne diritto (bonus incapienti art. 76 DPR 445/2000). In sostanza lo Stato obbliga il datore di lavoro (sostituto di imposta) ad anticipare tale somma per conto dello Stato sul primo stipendio utile, dopodiché il datore di lavoro è autorizzato a recuperare l’importo dalle somme dovute sempre allo Stato. Avendo ricevuto regolare richiesta, da parte di un collaboratore avente diritto, mi attivo immediatamente e, versata la somma al collaboratore compilo il modulo F24 segnalando, con relativo codice tributo assegnato per l’occasione, la somma erogata che mi sarei trattenuta. Succede che all’Agenzia delle Entrate non viene agganciato il codice tributo alla somma trattenuta, con il risultato che la mia azienda risulta debitrice nei confronti dello Stato. Epilogo: devo ritornare all’Agenzia delle Entrare con le fotocopie della busta paga del periodo, bonifico bancario dello stipendio erogato, modello F24 dell’epoca. Dopodiché d’ufficio dovrebbe essere annullata la notifica. Per un errore non commesso. Quanto tempo ho perso? Quanto denaro ho sprecato? Posso inviare una fattura addebitando il costo del servizio, perché di servizio si è trattato, all’Agenzia delle Entrate? Posso contare almeno sulla solidarietà del “popolo” del mondo del lavoro?
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