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Opinioni

Chi siamo per non esserlo?

Di 28/09/2010Marzo 15th, 2023One Comment

Stavo pensando, qualche tempo fa, a quali sono le caratteristiche che rendono un imprenditore, tale. Me lo chiedo a volte quando il momento è difficile, quando tutti i problemi ti vengono buttati addosso. Poi però penso che i lati belli sono di gran lunga superiori e che il mestiere di imprenditore lo impari un po’ alla volta, prendendo cantonate, superando ostacoli, credendoci sempre. Non si diventa imprenditori frequentando la Bocconi, anche se è indubbio che la formazione ti garantisca competenze specialistiche di finanza, di marketing, di gestione. Non si diventa imprenditori ereditando un’azienda, anche se questo può garantire una base di partenza più solida.

Si diventa imprenditori quando ci si arrovella per trovare soluzioni a problemi di cui i potenziali clienti non sono nemmeno consapevoli, quando ci si impegna per ridisegnare il modo con cui si fanno le cose, quando si ha una visione globale di come le cose andrebbero fatte e ci si assume il rischio di arrivare a farle in quel modo. Ma il punto è: perchè fare tutto questo?

Non c’è più la fame che ha spinto la generazione dei nostri genitori ad intraprendere strade mai battute, oggi c’è piuttosto il rischio di chiuderci nel nostro confortevole benessere. Non si cambia, non si rischia quando si teme ci sia più da perdere che da guadagnarci. C’è bisogno di un’altra fame, un’ansia di realizzazione, una voglia di fare cose nuove, originali, che cambino il mondo, gli altri. La voglia di realizzare i nostri talenti, intesi come ciò che abbiamo avuto in sorte. Io faccio l’imprenditore perchè non riesco a stare fermo, perchè farlo mi fa sentire inutile, senza scopo. Mi pare ci sia troppo da perdere nell’immobilità. E perché giocare in piccolo non serve al mondo.
Così, si è imprenditori quando ci si mette in gioco fino in fondo con spirito di sacrificio e abnegazione, quando si decide di giocare la partita da protagonisti e non da spettatori.

Credo che, in definitiva, la paura più profonda e pericolosa che un impreditore deve evitare è quella di sentirsi inadeguato. è la nostra luce, non la nostra ombra a spaventarci di più. A volte ci si chiede “cos’è che mi dà il diritto di fare, decidere, intraprendere una strada piuttosto che un’altra? Cosa mi dà il diritto di essere brillante, coraggioso, rischiare?”.
In realtà chi siamo per non esserlo? Giocare piccole quote, sminuire il proprio apporto nel mondo, nel lavoro o nel privato, non serve a nulla. Basterebbe un ragionamento del genere a convincermi che vale la pena prendere in pugno le proprie possibilità e spenderle, spenderle fino all’estremo. Perchè, se posso, non dovrei mettermi nella posizione di essere il massimo di ciò che sono, facendo sentire sicure le persone che lavorano con me? Quando permettiamo al talento di esprimersi, inconsapevolmente, diamo agli altri la possibilità di fare lo stesso. E quando ci liberiamo dalle nostre paure, il nostro comportamento tende a liberare anche gli altri. Nessun momento difficile potrà togliermi il piacere di questa possibilità…

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