Le Tette e l’algoritmo di Larry

Care Donne, io mi sarei fatta un’idea. Vi dico subito che riguarda le tette, ma non iniziate a distrarvi e seguitemi, altrimenti ci capiamo male da subito. La prima parte della mia idea riguarda la televisione. È risaputo che ogni volta che si accende la tv c’è un paio di tette. La precisione è assolutamente automatica. Se accendete la tv e nel giro di un paio di minuti non vedete un paio di tette, state guardando la lavatrice. Infatti nella tv italiana le tette sono distribuite in modo perfettamente uniforme. Si dice che questo risultato perfetto sia stato raggiunto grazie a Larry Page, l’inventore di Google (grazie Larry), intrigato in una notte di luna piena dalla sfida di dover ideare un algoritmo che regolasse l’apparizione delle tette nella tv italiana in modo stocastico e contemporaneamente così sincopato da essere costante. Ah, la complessità che raggiunge la semplicità! Larry ci è riuscito: le tette ci sono sempre (grazie Larry). È un risultato complicato, ci vogliono lavoro, costanza, determinazione per avere tette dappertutto. Ora, la seconda parte della mia idea è: quelle della tv non sono Tette Vere, ma tette-di-plastica. L’algoritmo di Larry (grazie Larry) fa sì che le tette-di-plastica ci siano presentate a un ritmo così perfetto che noi donne ci siamo disabituate alle Tette Vere – vale a dire le Nostre Tette, quelle che abbiamo sotto il naso sempre, anche adesso (vi vedo). Io l’altro giorno mi sono messa di fronte allo specchio e ho guardato le mie Tette Vere. Sì. Dopo anni che vedevo solo silicone (che palle Larry) è stata una scoperta. Mi ci ero disabituata. Le vedevo, forse, ma non le guardavo più: e perché? Perché non erano di plastica. E invece ho delle Tette Vere, il che è un vantaggio se considerate che sono mie, mentre le tette della tv non sono di nessuno, o forse sono dell’inventore del silicone (è una questione legale spinosa, mi informerò). Insomma, io e le mie Tette abbiamo fatto la pace. Fanculo Larry.

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