Organizzare i risultati

La rilevazione dei dati in azienda, ed il loro utilizzo per le analisi del business, richiedono lo sviluppo di una serie di competenze particolari da parte dei responsabili del sistema di controllo di gestione.
L’impresa che è in grado, al proprio interno, o con l’ausilio di specialisti esterni, di creare, ordinare e mettere insieme i diversi know-how sui dati, produce un fattore organizzativo rilevante per la creazione del valore d’impresa. Rientrante tra i cosiddetti processi interni distintivi, il data know-how si articola essenzialmente in tre diverse specializzazioni.
La prima è quella del trattamento dei dati aziendali. Conoscere i diversi archivi informativi, rendendoli disponibili, in modo sicuro e costante al sistema di controllo, è un “mestiere” aziendale fondamentale a causa della grande mole e complessità dei dati presenti in azienda.
La digitalizzazione dei processi, e l’utilizzo di software per lo svolgimento di tutte le operazioni di gestione, richiedono una nuova conoscenza in azienda, capace di relazionare, ed organizzare, diverse fonti dati.
La seconda competenza emergente dai nuovi sistemi di controllo, è quella che si occupa della visualizzazione dei risultati. Una volta certificati i dati di origine, e la loro correttezza, è necessario saperli esporre ai destinatari della analisi. Lo sviluppo, logico e sequenziale, delle performance, dal dettaglio delle cause sino alla sintesi del risultato, è una capacità organizzativa essenziale per l’impresa, anche in considerazione dei tempi, sempre più ridotti, a disposizione dei manager per le diverse valutazioni.
Ultima, ma non per importanza, la terza competenza riguarda il merito della analisi sui dati. Produrre e visualizzare i dati non sono operazioni sufficienti perché essi siano realmente significativi; è’ necessario che l’analista sia anche in grado di interpretarli sia all’interno delle loro specificità che nell’ambito delle loro relazioni di sistema con le altre variabili di gestione.
Il fattore umano di esperienza e capacità critica rimane, anche in periodi di forte automazione dei processi, un elemento cruciale per il valore dell’azienda.

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