La Camera Arbitrale

Massimo Romolotti_optIl Consiglio dell’Ordine degli Avvocati ha licenziato definitivamente la Camera Arbitrale Forense di Reggio Emilia presentandola all’avvocatura reggiana lo scorso aprile.
Perché rivolgersi alla Camera Arbitrale Forense in caso di controversia? La giustizia alternativa è un’ottima risorsa, non solo per ottenere il lodo (sentenza) in tempi brevi, ma anche per permettere la deflazione dei contenziosi in carico ai Tribunali.
Ecco alcune peculiarità di questo strumento: la nomina preferibilmente dell’Arbitro Unico e non di un Collegio Arbitrale in base ai principi dettati dal Codice Etico, di competenza, di imparzialità, di terzietà e di trasparenza, per garantire qualità e minori costi; la celerità della procedura che è in grado di istruire il processo e definirlo in 6/10 mesi; la dematerializzazione degli atti, che significa trasmettere il tutto via PEC, senza il deposito di fascicoli cartacei in Cancelleria; il Consiglio Direttivo, che ha la funzione di controllo sullo svolgimento della procedura e sull’operato dell’arbitro.
L’avvocato che assume il ruolo di Arbitro, nella Camera Arbitrale Forense deve rispettare i precetti deontologici e del Codice Etico ed è quindi tenuto ad improntare il proprio comportamento a probità, correttezza e a vigilare che il procedimento si svolga con imparzialità e indipendenza.
Inoltre l’Arbitro ha l’obbligo di disclosure, nella quale menziona ogni circostanza che possa interferire sulla propria indipendenza e imparzialità.
L’avvocatura reggiana ha lanciato una sfida, quella di ridare un senso alla Giustizia, e garantire alla società procedimenti veloci e di qualità, a tutto beneficio dei tempi dello ius dicere con le conseguenti ricadute positive per lo sviluppo economico del Paese.

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