Titoli bancari? No, grazie

fdicNegli ultimi mesi i risparmiatori che hanno puntato sui titoli bancari hanno ricevuto diversi schiaffoni, che hanno minato e non poco la loro fiducia nel sistema finanziario italiano.
Si è partiti dal fallimento della Popolare Etruria a novembre 2015 con migliaia di ignari risparmiatori rimasti con niente in mano, per poi assistere alle inchieste sulla Popolare Vicenza e sulla Veneto Banca, che in pochi mesi hanno tagliato di oltre il 90% il valore delle proprie azioni. Si è così arrivati ad aprile col rischio che Unicredit, che si era fatta garante del salvataggio della Popolare Vicenza, dovesse comprarsela tutta senza averne i mezzi e dovendo poi a sua volta chiederli al mercato, rischiando di portare al collasso il sistema. Ancora una volta è stato il Governo a cavare le castagne dal fuoco attraverso una sorta di salvagente, che nel breve ha quanto meno risolto il problema delle due popolari venete.
Il susseguirsi di tutte queste notizie ha ormai minato la fiducia del risparmiatore, che finalmente si sta rendendo conto che affidare i propri risparmi alla banca ha l’unica certezza dei costi, mentre i rendimenti faranno fatica a stare sopra allo zero.
Possiamo quindi avere ancora fiducia nelle nostre banche?
Alla luce di queste considerazioni, io dai titoli bancari ci starei alla larga: l’imminente aumento di capitale di Banco Popolare da un miliardo di euro e quello – probabile – di Unicredit non potranno che fare scendere ulteriormente le quotazioni di tutti i titoli del settore bancario.
Fate sempre attenzione a cosa vi propongono in banca, a maggior ragione se propongono titoli loro, tra l’altro in totale conflitto di interesse. Troppe persone non si risolleveranno più solo per essersi fidate ciecamente, senza metterci un pelo di analisi critica. Che sia la volta buona che anche in Italia decolli una sana educazione finanziaria indipendente?

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