L’arte della prevenzione

 Stefano Sidoli, presidente di Area Broker


Stefano Sidoli, presidente di Area Broker

> di Tatiana Salsi

Tutti sanno che prevenire è meglio che curare. La regola vale sempre, nella vita come nell’attività imprenditoriale. C’è chi ha fatto della prevenzione del rischio d’impresa un lavoro, sondando il mercato assicurativo per salvaguardare gli investimenti del cliente, dalla grande azienda alla neonata startup. Questa figura è il broker assicurativo: non un agente monomandatario, ma un professionista che sonda il mercato alla ricerca del legame ideale tra domanda e offerta, confezionando quindi una proposta su misura per l’azienda. Questo implica una valutazione dei rischi d’impresa, delle opportunità o dei cambiamenti improvvisi del mercato. Del resto in una stagione di pesante congiuntura economica i pericoli non possono che moltiplicarsi. Il broker assicurativo ha dunque il compito di creare una corazza su misura per l’impresa. E questo approccio è fondamentale anche per le nuove aziende: una startup, infatti, dispone inizialmente di mezzi finanziari limitati, o comunque ben definiti, e per questo motivo è importante individuare in origine i rischi che minacciano la sopravvivenza dell’attività stessa. Stefano Sidoli, presidente della reggiana Area Broker, esperto nell’intermediazione e consulenza assicurativa su misura, spiega come in realtà si tenda a sottovalutare l’importanza della prevenzione nel momento in cui si inizia un’attività imprenditoriale. «Quando si costituisce un’azienda – spiega Sidoli – ci si trova spesso a dover valutare anche la necessità o l’utilità di investire risorse economiche nella prevenzione di possibili rischi. Nella maggior parte dei casi ci si dimentica però dell’assicurazione. Spesso il tema viene affrontato poco prima dello start up, o anche successivamente, quando è ormai difficile trovare soluzioni adeguate alle proprie esigenze. Il tema delle assicurazioni dovrebbe essere radicato già a livello di business plan, perché i premi assicurativi devono essere corrisposti in anticipo e vanno quindi a gravare sulla liquidità della nuova azienda, ma soprattutto perché sin dall’origine si corrono rischi». Posticipare la valutazione di una copertura assicurativa è un azzardo che nessuno – e specialmente una startup – può permettersi. «Sul lavoro il tempo stringe, il mercato richiede repentini e continui adattamenti mentre la concorrenza incalza. In breve – continua Sidoli – manca spesso il tempo per prevenire quegli inconvenienti che potrebbero mettere in ginocchio aziende di qualsiasi dimensione. Quando si avvia un’impresa il broker assicurativo gioca un ruolo fondamentale, perché è in grado di identificare i rischi, tracciando quelli reali e quelli potenziali, e valutando la strategia da perseguire. Dopo il conferimento di nomina la consulenza è a 360 gradi e va oltre la predisposizione di un programma assicurativo su misura: il broker affianca infatti il cliente in tutto il suo percorso e, in caso di sinistro, nella gestione del contraddittorio con le compagnie». Ma come si procede alla pianificazione del programma assicurativo? Ovviamente, come precisa il presidente di Area Broker, le coperture devono essere valutate in base alle attività della singola azienda. «Non appena si assume del personale – spiega Sidoli – ci si deve preoccupare delle assicurazioni di responsabilità nell’ambito della previdenza obbligatoria, quindi di quelle contro gli infortuni sul posto di lavoro. L’attenzione dovrebbe ricadere sul tema della responsabilità civile derivante dall’eventuale realizzazione di prodotti difettosi, dato che le direttive comunitarie e internazionali a tutela del consumatore si fanno sempre più stringenti». Naturalmente, poi, ci sono le coperture imposte dalla legge quale requisito per l’iscrizione ad albi professionali, oppure quelle richieste da istituti di credito o società di leasing. Altrettanto importante è la copertura contro i danni dovuti, per esempio, a un incendio, o ai sempre più frequenti eventi atmosferici che spesso costringono le attività a periodi di fermo produttivo.

«È comunque riduttivo concentrare l’attenzione su alcune coperture assicurative, perché ogni azienda ha le proprie esigenze – conclude Sidoli – L’importante, per far sì che l’impresa funzioni è avere una visione chiara della propria strategia, del patrimonio investito e dei rischi cui l’azienda va incontro». Ma c’è di più: confezionare un programma assicurativo efficace per la startup significa anche facilitare l’accesso al credito. «Una buona copertura contro i rischi – conclude Sidoli – è un presupposto imprescindibile e obbligatorio per attirare investitori, banche e società di leasing». Anche questa è strategia.

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