Storie di startup: chi va all’estero

Francesco Baschieri è il cofondatore di Spreaker, piattaforma web per la creazione e la condivisione di contenuti audio: l’impresa, nata nel 2009, ha sedi a Bologna, San Francisco e Berlino

Francesco Baschieri è il cofondatore di Spreaker, piattaforma web per la creazione e la condivisione di contenuti audio: l’impresa, nata nel 2009, ha sedi a Bologna, San Francisco e Berlino

> di Tatiana Salsi

Quando nasce e di cosa si occupa Spreaker?
La nostra è una piattaforma per la creazione e la condivisione di contenuti audio. In pratica rendiamo semplice per tutti creare e trasmettere, in diretta o differita, un programma radiofonico. L’azienda è nata tra il 2009 e il 2010 a Bologna, ma ha trasferito la sede principale a San Francisco nel 2011. Oggi, oltre a restare in queste due città, Spreaker ha aperto anche un ufficio di sviluppo a Berlino.

Dove avete trovato meno ostacoli per far crescere la startup?
La decisione di spostare la sede principale negli Usa è stata dettata da considerazioni di carattere tecnico, normativo e tecnologico. Fino a pochi anni fa, infatti, era molto più semplice creare un servizio su internet con sede negli Stati Uniti: cose semplici come il billing ricorrente con carta di credito non erano facilmente accessibili per aziende basate in Italia e, in generale, la burocrazia necessaria per gestire questo tipo di transazioni ci spaventava. Inoltre alcuni strumenti essenziali per attrarre talenti in azienda, come le stock option o la remunerazione in azioni, non erano disponibili. È comunque difficile fare un paragone sensato tra Italia, Usa e Germania: gli Stati Uniti hanno dalla loro l’omogeneità e la grandezza del mercato, che è comunque molto competitivo, e una burocrazia veramente snella. In Germania, invece, ho trovato una burocrazia molto più pesante rispetto all’Italia, anche se una volta superato questo ostacolo tutto funziona egregiamente.

Con quali azioni di marketing avete fatto conoscere Spreaker?
Il marketing del nostro prodotto è un misto di attività mirate (svolte al 90 per cento online) e di tecniche di growth hacking. Avere un modello di freemium business significa sostanzialmente fornire un accesso gratuito al servizio in cambio di pubblicità organica e passaparola. La cosa importante è ottimizzare il più possibile i singoli step da far compiere agli utenti in modo da amplificare il passaparola. Se tutto funziona bene, è possibile crescere velocemente partendo da una base iniziale piccola.

L’ambiente della Silicon Valley ha facilitato le cose?
Sicuramente. Purtroppo i canali promozionali a basso costo si saturano molto in fretta ed è quindi necessario guardarsi sempre attorno e scoprire nuove opportunità: ecco perché frequentare ambienti molto creativi e aperti alle novità – come la Silicon Valley, ma non solo – può fornire un grosso vantaggio competitivo.

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