Natale si avvicina (e i tacchini non si sentono tanto bene)

tacchino silvestrisdi Elisa Predieri

Il tema di questa uscita – #nuovo – mi ha ricordato un tacchino famoso tra i filosofi della scienza. Voglio dedicargli questo spazio perché la sua storia semplice – e triste – è illuminante. La riassumo.

Un giorno, in un allevamento americano, un tacchino prese la decisione di formarsi una visione del mondo scientificamente fondata. Cominciò a osservare ciò che accadeva intorno a lui. Si accorse, ad esempio, che ogni mattina, al sorgere del sole, gli veniva portato il cibo. Da buon induttivista, si interrogò sulla regolarità di questa circostanza sotto una serie di condizioni: il cibo me lo portano all’alba anche quando piove? Il mercoledì come la domenica? E se non mangio tutta la razione, che accade il giorno dopo? Così ragionando arricchì il suo elenco di osservazioni empiriche fino a che, soddisfatto, sentì di poter enunciare la sua fondata conclusione induttiva: “Al sorgere del sole, mi portano il cibo”. Da quel giorno prese decisioni, si relazionò con gli altri tacchini, organizzò le sue giornate convinto che order priligy al sorgere del sole gli avrebbero sempre portato il cibo. Poi, però, venne il Natale…

In suo ricordo, possiamo dire che non fosse un ingenuo (si vedano le numerose osservazioni), e nemmeno un ottuso (si veda il numero di variabili considerate). Era un tacchino tutto sommato smart. Ma non è sopravvissuto al #nuovo: non ha avuto occasione di rielaborare la sua visione del mondo includendo anche il Natale.

Del resto, come avrebbe potuto!? Evidentemente, nessuno dei suoi ex-compagni è tornato indietro per raccontarlo e negli allevamenti non sono molto diffusi i magazine che spiegano ciò che accade ai tacchini il giorno di Natale.

La morale è che, per quanti casi osserviamo prima di elaborare una teoria, non c’è nulla che ci garantisca che il prossimo caso sarà coerente. Per converso, non c’è nulla che giustifichi la difesa a oltranza della nostra visione del mondo, quando irrompe il #nuovo e la mette in discussione. Proviamo a pensarci almeno una volta la settimana? Non vorrei che il Natale ci trovasse impreparati.

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