Donne in cerca d’autore

Nathalie ha vinto XFactor. è la prima donna che vince XFactor, ed è brava e bella… Evvai! Questo non vuole dire forse niente ma, volendo, offre quanto meno uno spunto per l’ennesima riflessione sul ruolo della donna nella nostra società. E noi vogliamo, perchè altre donne hanno conquistato le prime pagine dei giornali negli ultimi tempi. Per esempio la Ministra Carfagna che ha annunciato le dimissioni dal Governo (poi confermate, poi ritrattate, poi vedremo: ma non è questo che conta) per ragioni che hanno a che fare con l’affaire monnezza a Napoli. La Carfagna è la prima donna che politicamente si ribella al sultanato Berlusconi. Reazioni? Mentre Il Presidente del Consiglio dichiara alla stampa internazionale “Mara non mi fa tribolare”, rispuntano come funghi velenosi le insinuazioni neanche troppo velate sulle intercettazioni hard, sul suo passato da soubrette, sul suo calendario sexy e via dicendo. Esempio uguale e contrario è quello della Cancelliera Merkel che ha ribadito davanti al Bundestag la serietà della situazione nell’area euro. Reazioni? Tutti seri e attenti e preoccupati, “l’ha detto anche la Merkel”. Del resto lei è la prima donna cancelliere della Germania, è la seconda donna dopo la Thatcher a sedere al G8, e ha vinto pure il premio Carlo Magno “per la sua opera di riforma dell’Unione europea”.

Ennesima conferma a una cosa che già sapevamo. Non c’è alternativa: in politica o si è valchirie con le palle o si è svenevoli veline. E tutte le altre donne? Cosa possono essere? Si potrebbe riflettere sulla storia di tante nonne e mamme. Le prime mentre diventavano donne avevano come modello femminile madri, presumibilmente contadine, che si dividevano tra lavoro nei campi e decine di figli. Poi sono diventate a loro volta madri di figlie che hanno cominciato a fare cose da uomini: studiare, prima di tutto, in una società in ebollizione in cui si bruciavano reggiseni in piazza. Figlie che sono cresciute ribellandosi al modello arcaico delle madri, per le quali la modernità significava lavatrice e frullatore. Sono diventate operaie, architetti, ingegneri, segretarie. Hanno dichiarato guerra alla cellulite. Hanno sostituito lo straccio con il mocio Vileda. Hanno viaggiato, frequentato bar e locali. E nel frattempo si sono sposate e hanno messo al mondo altre donne, arrabattandosi tra mille ruoli: angelo del focolare, uomo d’un pezzo, bomba sexy, madre chioccia, romantica etc. E mentre l’altra metà del cielo continuava a replicare modelli e schemi che possiamo far risalire con buona approssimazione fino ad Adamo, queste donne sono riuscite a non diventare schizofreniche (raggiungendo pure l’eccellenza). E ora tocca alle figlie di queste creature multiformi e senza copione, che rimangono in cerca d’autore. Però signori, se ce la fate, un po’ più di fantasia quando parlate di loro. Che si sa: le donne sono complicate.

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