Tutto si trasforma

Molti di noi in questa stagione si crogiolano riscaldandosi davanti al calore di stufa a pellet. A farci caso, probabilmente stiamo utilizzando uno tra i più evidenti esempi di economia circolare diventati di uso comune. Il pellet infatti non è altro che segatura, pertanto a monte l’idea fu di utilizzare quello che era semplicemente uno scarto di lavorazione del legno, per creare un nuovo tipo di biomassa da impiegare per il riscaldamento attraverso la costruzione di stufe apposite. E ciò che era scarto, divenne una redditizia risorsa attraverso una semplice idea. Ecco in modo molto diretto e veloce spiegato il concetto alla base dell’economia circolare, un’espressione che da qualche tempo prende sempre più piede negli ambienti imprenditoriali, sociali e scientifici.
Oggi produrre non è più percepito come un verbo che sottintende un’attività dedita al consumo di materiale per la costruzione di un bene. Da tempo – e sempre di più – l’attività produttiva sottintende processi orientati alla diminuzione o all’azzeramento di qualsiasi tipo di spreco e, quando possibile, di recupero dello scarto per la creazione di un ulteriore nuovo tipo di produzione.
“Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”: alla fine la cosiddetta economia circolare è null’altro che far tesoro del postulato fondamentale di Lavoisier. Per quest’obiettivo si muovono capitali lungimiranti, ricercatori ingegnosi e imprenditori coraggiosi. Ed il futuro è loro, perché andiamo incontro ad una disponibilità sempre più ridotta di materie prime che costringeranno, presto o tardi, anche i più riottosi all’idea che il riutilizzo, il riciclo, il riadattamento dei materiali non sia altro che la via maestra per un progresso più salubre per l’ambiente e quindi per tutti noi.
Iniziativa, inventiva e voglia di investire ci sono. All’appello, come spesso accade, manca un’assistenza di tipo legislativo e fiscale che la politica fatica a fornire. Sappiamo purtroppo anche questo: impresa e ricerca devono tracciare un solco, più profondo e largo possibile verso il futuro.
Noi siamo i sognatori, gli altri ci seguiranno.

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