Il profeta di Hitler

Veggente, illusionista, ciarlatano, profeta. Sono tanti i modi in cui è stato chiamato Erik Jan Hanussen, il mago e sensitivo danese attivo negli anni 30 in Germania: un illusionista la cui fama all’epoca rivaleggiava con quella di Houdini. Hermann Steinschneider, questo il suo vero nome, era noto in tutta l’Europa centrale per le sue capacità di predire il futuro, leggere nella mente delle persone e conquistare il pubblico grazie alle sue dimostrazioni di ipnosi: una vera e propria star nella Repubblica di Weimar.
Nel 1932, Hanussen compie la sua predizione più famosa, annunciando che Adolf Hitler diventerà cancelliere della Germania. Hitler e il sensitivo si erano incontrati almeno una dozzina di volte, secondo gli storici: il futuro Fuhrer chiedeva lumi sul suo futuro ma aveva anche appreso tecniche di comunicazione e gestualità utili a calamitare l’attenzione delle folle.
In quegli anni, la fama di Hanussen era cresciuta talmente tanto in Germania, che aveva potuto costruire il suo Palazzo dell’Occulto, un tempio decorato con simbologie mistiche e statue religiose. Qui, il sensitivo si era esibito davanti a ufficiali nazisti e personalità di spicco, parlando di “una grande casa in fiamme”. Era il 26 febbraio 1933, e poche ore dopo si sarebbe verificato l’incendio al Palazzo del Reichstag, che portò allo smantellamento del Partito Comunista tedesco e all’affermazione del regime di Hitler.
Meno di un mese dopo, Hanussen fu giustiziato con tre colpi di pistola e sepolto in un campo fuori Berlino. Il motivo del suo assassinio è tuttora oscuro: era in possesso di informazioni riservate sull’incendio al Reichstag, forse per un suo coinvolgimento diretto nell’armare la mano dell’incendiario? O più semplicemente i nazisti avevano scoperto le sue origini ebraiche? Un mistero che forse non avrà mai risposta.

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