Raggi della morte

È probabilmente uno dei cliché più abusati della fantascienza, ma anche il sogno di tanti governi con velleità di potenza militare. Stiamo parlando del raggio della morte, una fantomatica arma in grado di risolvere i conflitti colpendo gli eserciti nemici a distanza e in modo invisibile. Ma non sono solo gli scrittori ad avere immaginato un ordigno del genere: per tutta la prima metà del ‘900 il raggio della morte è sembrato realtà, e qualcuno dice che lo sia stato.
Il primo caso avvenne nel 1923: un inventore di San Francisco nome Edwin R. Scott sostenne di avere inventato un raggio in grado di uccidere le persone e far precipitare gli aerei a distanza. Scott provò a vendere la sua invenzione all’aviazione britannica, ma non fu mai in grado di dare una dimostrazione del suo macchinario.
Il più famoso inventore a cui è attribuito un raggio della morte è il serbo naturalizzato americano Nikola Tesla. Famoso, tra le altre cose, per l’invenzione della corrente alternata, lo scienziato era anche affetto da episodi di allucinazioni e disturbi maniaco-ossessivi. Fu lui stesso a scrivere a J.P. Morgan nel 1934 di poter costruire un meccanismo di sparare proiettili microscopici a grande distanza. L’invenzione fu proposta a diversi governi, che non presero mai sul serio il progetto.
Persino a Guglielmo Marconi, con cui Tesla si contende l’invenzione della radio, è stato attribuito un raggio della morte: secondo le memorie di Rachele Mussolini, nel 1937 avvenne una dimostrazione in cui un macchinario di Marconi fu in grado di fermare improvvisamente i motori di diverse automobili in movimento.

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