Lost in translations

Anche a Sua Maestà Google non tutte le ciambelle vengono col buco, per stessa ammissione del colosso di Mountain View. Le meraviglie promesse un anno fa al momento della presentazione del sistema di intelligenza artificiale, Google Neural Machine Traslation System, si sono avverate a metà. Nel suo uso quotidiano sono emerse difficoltà nella traduzione di parole uguali, ma con possibili significati diversi. Il motivo è semplice: il sistema traduce i singoli vocaboli, senza tenere conto del contesto (vale a dire delle altre parole della frase).
Google ha così deciso di correre ai ripari sviluppando Trasformer: il nuovo sistema – assicurano i programmatori – sarà in grado di mettere a confronto ogni parola con le altre. Come? Con un “meccanismo di attenzione” che associa i significati simili o quantomeno coerenti.

Servirà per conquistare il pubblico e respingere l’assalto del servizio di traduzioni on line offerto dalla tedesca DeepL? Per stessa ammissione della compagnia teutonica, il loro sistema “allena l’intelligenza artificiale per comprendere i testi e tradurli”. La sfida è lanciata.

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