Tre altrove

Iniziamo da New Orleans, seguendo Ignatius Reilly, eroe perseguitato da Una banda di idioti (Marcos y marcos) di John Kennedy Toole, pachiderma che si muove per le strade vestito da pirata vendendo hot dog di cui è il solo acquirente, mentre a casa scrive improbabili diari, lettere minatorie all’ex fidanzata e progetti di rivoluzioni destinate al fallimento, una madre che gioca a bowling e si ubriaca di moscato.
Poi ci trasferiamo nell’est Europa, dove un proiettile sparato da una pistola cosmica ha creato la Zona, luogo onirico che vede muoversi Roscio Schouart, alla ricerca di reperti abbandonati dagli alieni durante una Visita: trappole magnetiche, sfere che avverano i desideri, gelatina di streghe in Picnic sul ciglio della strada (Marcos y marcos) dei fratelli Arkadi e Boris Strugatzki.
Infine un posto davvero tranquillo: Ligonchio, Appennino Reggiano. Il mondo che racconta Silvano Scaruffi, nel suo romanzo capolavoro Le pecore si contano a maggio (Abao Aqu) è fatto di gente di paese, ognuno con il suo bel soprannome: c’è chi incanta i rospi, chi si cala in tuta da sci nei bocàri, groppi inestricabili di bosco, e scompare. Chi invece trova un varco dimensionale tra l’attaccapanni e il cesto delle calze, chi stana i cinghiali, chi studia i lumaconi che infestano gli orti, chi gioca a carte tutto il giorno, chi dice non ha senso guardare il panorama, perché il panorama siamo noi.

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