Amsterdam, tra natura e arte

Natura, arte e architettura si fondono, amalgamandosi, in un sapiente magico cromatismo che contribuisce a rendere unica nel suo genere questa meravigliosa città dell’Europa settentrionale, chiamata la “Venezia del nord“ per i suoi numerosi canali, colorati di un verde intenso che magicamente s’insinuano, fiancheggiati da alberi intorno ai quali si collocano molteplici costruzioni edificate nella cosiddetta “ Età dell’oro “ tra il XVI e il XVII secolo, oggi considerate monumenti storici.
Si tratta delle Grachtenhuizen, la cui architettura è molto particolare, unica direi nel suo genere poiché ogni casa è stata costruita su pali di legno profondamente infissi nel suolo, oggi sostituiti mediante accurate opere di consolidamento, con altrettanti pali in cemento.
La caratteristica principale di questi edifici è nella “ strana inclinazione “. Queste, un tempo, erano le case dei ricchi mercanti che avevano al piano terra i loro uffici, le loro botteghe, i loro luoghi di lavoro e che facevano dei canali la principale via di trasporto delle merci, proprio come avveniva a Venezia.
Queste case, a causa della mancanza di spazio e delle tassazioni, si sono sviluppate in senso verticale essendo cosi molto strette e alte, con scale interne di ridotte dimensioni tanto da rendere disagevole, se non addirittura impossibile, il trasporto di oggetti ed elementi di arredo ai piani superiori. Per questo motivo si è reso necessario, oltre che predisporre delle grandi bucature, inclinare l’asse ortogonale della facciata, sulla cui sommità venivano collocate delle travi con un gancio alle quali si ancoravano le carrucole. In questo modo, spostando il baricentro, l’inclinazione teneva il carico distaccato dalla facciata.
Questo è ciò che rende particolare ed unica questa meravigliosa architettura, corredata di colori, di ricercate decorazioni, di giochi di luce e di riflessi che tracciano uno Skyline unico, affascinante e magico, alla continua ricerca dell’ispirazione storico/artistica, utilizzando gli elementi caratterizzanti degli stili che vanno dal Rinascimento al Barocco, al Gotico, al Liberty, fino alla fine del 19° secolo.
Amsterdam è una città ricca di arte, che possiede uno dei maggiori centri rinascimentali di tutta l’Europa.
Nei numerosi musei dislocati nella città, sono presenti alcune delle opere tra i più importanti maestri della pittura che va dal ‘500 al ‘800. Il più grande pittore d’Olanda, e forse uno dei più grandi che siano mai esistiti, è stato Rembrandt Van Rijn (1606-1669) appartenente alla generazione successiva a Rubens e quasi coetaneo di Velazquez. La sua pittura ci consente di sentirlo vicino, di conoscerlo quasi intimamente, di entrare nel suo mondo interiore grazie ad una serie di autoritratti che raccontano la sua vita dal momento del successo a quello del fallimento.
In uno dei suoi autoritratti, in particolare, mostra il suo volto negli ultimi anni della sua vita. Un’immagine che non descrive pose, vezzi o vanità, ma l’essere umano con le sue trasformazioni, le sue sofferenze, il suo vissuto.
La sua pittura, si discosta radicalmente da quella in voga all’epoca atta a rappresentare la natura, il paesaggio, la campagna olandese.
Siamo nel ‘600, nel fulcro del Barocco che domina maestoso in tutta l’Europa, e come nella pittura Rembrandt esula dai canoni correnti, cosi anche in architettura, allo sfarzo, alla ricchezza e all’opulenza del Barocco si preferiscono linee più semplici ed una maggiore sobrietà.
Uno dei primi esempi è il Palazzo del Municipio di Amsterdam (in seguito trasformato in residenza reale), fatto erigere nel 1648, anno dell’indipendenza dei Paesi Bassi, da Jacob van Campen su commissione di Luigi Bonaparte, fratello di Napoleone.
L’edificio, che signoreggia solenne nella grande piazza Dam, nonostante la sua imponenza risulta caratterizzato da linee semplici e alquanto parco nelle decorazioni.
La pianta rettangolare, presenta una rigorosa successione di aperture che delineano i prospetti, rendendolo severo e maestoso. L’asse di simmetria definisce un avancorpo sormontato da un timpano con frontone decorato da bassorilievi.
Nel corso degli anni Amsterdam subisce numerose trasformazioni.
Nei primi anni del 20° secolo, l’architetto Berlage redige un nuovo e più vasto piano di espansione che trasforma la città in una metropoli europea. Le nuove leggi determinano il boom delle case a basso costo delineando cosi un nuovo stile chiamato “La scuola di Amsterdam“. Questo movimento ha le sue radici nell’architettura Espressionista internazionale, della quale l’architetto Anton Gaudì è considerato il fondatore.
Le nuove costruzioni sono caratterizzate da un rivestimento in mattoncini, decorazioni in pietra, vetrate dipinte e ferro lavorato. Spesso di forme tondeggianti, per ottenere un effetto a tuttotondo che coinvolge sia l’esterno che l’interno degli edifici.
Uno degli esempi più rappresentativi di questo sviluppo architettonico è l’edificio Het Schip ( La Nave ), disegnato dall’architetto Michel de Klerk nel 1919, oggi considerato come monumento storico.
Questo secolo, viene influenzato anche dalle idee di uno dei più grandi architetti di tutti i tempi, il francese Le Corbusier. Con le nuove tecnologie, la prefabbricazione, l’uso del cemento, la funzionalità e la standardizzazione si delinea un nuovo movimento al quale fanno capo nomi importanti come Johannes Duiker, Michiel Brinkman, Jacobus Oud e Gerrit Rietveld.
E’ di quest’ultimo uno degli esempi più belli di Funzionalismo, il Van Gogh Museum ( 1963-1973).
La sua architettura si basa sull’ispirazione della pittura di Piet Mondrian, sullo sviluppo del dialogo tra volumi e colori primari applicati allo sfalsamento geometrico asimmetrico. E’ quasi la pittura di Mondrian applicata alle tre dimensioni.
Il museo oltre ad essere un meraviglioso esempio di architettura custodisce la più grande raccolta di opere del pittore Vincent van Gogh, oltre che opere di altri illustri artisti suoi contemporanei, con i quali lui ha avuto strette relazioni professionali, come Paul Gauguin, Henri Toulouse-Lutrec, Cezanne, Pierre Bonnard, Pissarro, Claude Monet.
Come Rietveld nell’architettura, cosi Van Gogh nella pittura si avvale soprattutto di forme e colori, servendosi della lezione che aveva assimilato dall’Impressionismo e dal Puntinismo di Seraut. Le singole pennellate le usa non solo per frantumare il colore, ma per esprimere la sua concitazione, il suo tormento interiore, vuole che la sua pittura, attraverso forme e colori esprima ciò che lui sente dentro, come una sorta di materializzazione dell’IO. Nel dipinto della sua stanza, ombre e riflessi atti a definire i volumi, sono eliminati per dare spazio a forme e colori, ma soprattutto per esprimere ciò che sentiva, per trasmettere i suoi stati d’animo e le sue sofferenze cosi come lui le viveva in una fedele trasposizione di emozioni e sentimenti.
La sua arte, insieme a quella di Cezanne e di Gauguin, ha determinato delle nuove correnti.
La soluzione di Van Gogh ha portato all’Espressionismo che si è sviluppato maggiormente in Germania, quella di Gauguin alle svariate forme di Primitivismo e quella di Cezanne al Cubismo nato in Francia.
Oggi, Amsterdam, risulta essere una mecca dell’Arte dove pittura, architettura e natura si fondono sapientemente in una severa, maestosa armonia per dare un’immagine piena di storia, di cultura, di fascino, di magia e di mistero.
Non bastano poche righe a descrivere le sensazioni, le emozioni che questa meravigliosa città è in grado di trasmettere, ma va vissuta in tutte le sue sfaccettature affinché rimanga dentro quel ricordo indelebile di un qualcosa di unico che solo Amsterdam sa regalare.

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1 Comment

  1. Brigitte Cardamone 16/08/2017 Reply

    Splendida descrizione, sembra di essere trasportati per le vie ed i canali.
    Non sono mai stata ad Amsterdam, ma ci andrò presto.

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