Dai paleofonini agli smartphone…

Davide_bianchini3Una recente indagine della Ofcom (Independent regulator and competition authority
for the UK communications industries, www.ofcom.org.uk) ha confermato quello che tutti sapevamo da tempo: i vecchi telefoni cellulari – quelli grossi, con lo schermo piccolo e verde, magari in bianco e nero – funzionavano meglio dei più moderni smartphone. Sono telefoni, motivo per cui devono servire a telefonare. Ma sull’altare di email, App, giochi e fotocamere all’avanguardia, e anche design, molto è stato sacrificato.

I telefonini di 10 anni fa, più economici e robusti, allacciati alla rete 2G, hanno dimostrato di consentire di fare una chiamata con un segnale anche di 10 volte inferiore a quello necessario per uno smartphone. Non è poi tutto oro quello che luccica: anche la velocità della banda larga mobile 4G è in fondo alle classifiche e richiede sette volte la potenza del segnale consigliato per inviare dati. Se penso poi alla durata della batteria, rimpiango i vecchi Nokia o Blackberry, ma il tema non è stato indagato dall’Ofcom.

Ricapitolando: i vecchi telefonini costavano meno, erano più robusti, duravano di più e consentivano di chiamare anche con segnali debolissimi. E allora? Oggi avere ufficio, fotocamera, videocamera, block notes e registratore vocale in tasca è una comodità irrinunciabile, e le telefonate con i piani flat costano infinitamente meno rispetto al passato. Viva l’innovazione.

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