Sotto… a chi tocca?

Sicure (quasi autoritarie), emancipate, autonome e soprattutto alla ricerca di un partner più giovane: si presentano così le moderne cacciatrici di uomini. Cosa si cela dietro la scelta di un compagno (o una compagna) più giovane? Gli studiosi (Freud, su tutti) spiegherebbero il fenomeno come la necessità di ristabilire un equilibrio, una sorta di autodifesa che induce il componente maturo della coppia a scegliere un partner più giovane, dinamico e coinvolgente in grado di bilanciare le proprie insicurezze. Tuttavia, guardando il fenomeno da un punto di vista semplificato, dietro una coppia sbilanciata per età potrebbe nascondersi il segreto del suo stesso funzionamento, rendendolo l’esempio lampante di un inedito clima sociale, in cui i valori fondanti delle unioni sono meno legati alla materialità e sempre più spesso a un’affinità sentimentale d’intenti.

Giovinezza e bellezza sostituiscono allora valori come disponibilità economica e prestigio sociale, almeno quando si tratta del fenomeno cougar, termine anglosassone che identifica una tendenza sempre più presente e che vede donne mature e affascinanti scegliere compagni anche molto più giovani di loro. Che siano star del cinema o casalinghe della porta accanto, le donne cercano nella coppia l’emozione, sensazioni ed esperienze capaci di tenere acceso il desiderio ed alimentare la fantasia: una dimensione sentimentale, quella femminile, da sempre in bilico tra fragilità e completezza e che, anche in questo caso, manifesta tutta la complessità di un universo capace di vedere ben oltre i confini imposti dal comune sentire.

Emancipazione di fatto, quindi, che parte dalla scelta di un compagno di vita più giovane ma non necessariamente inesperto. I vantaggi sembrano evidenti, e manifestano ancora una volta la natura bivalente delle donne: da una parte il bisogno di sentirsi appagate da un rapporto vivace, e dall’altra la scelta di confrontarsi con interessi, aspettative e desideri anche molto differenti.
Un tempo era l’uomo maturo a cercare nella giovane donna una compagna di vita da proteggere e, in un certo senso, guidare: oggi le donne, emancipate nelle scelte e nelle dinamiche di potere, sembrano cercare nel compagno di vita la possibilità di non rimanere ancorate a ruoli prestabiliti, ma di evolvere e sfuggire alla noia di un rapporto che, molto spesso, si logora nell’indifferenza dell’abitudine. Un uomo più giovane sarebbe quindi in grado di regalare emozioni forti, entusiasmo ma anche sicurezza, perché conferma alla compagna la sua capacità di sedurre e attrarre, nonostante l’età: in realtà le dinamiche di coppia sono sempre le stesse, e mentre il rapporto tradizionale continua a basarsi su dinamiche di potere (schiavo/padrone) le donne manifestano l’esigenza di sperimentare sentieri amorosi alternativi, in cui la scelta di un compagno più giovane può significare consapevolezza di sé, autostima e propensione al rischio.

Ma non sempre è così: se è vero che anche la coppia si basa su rapporti di potere ben stabiliti, in realtà le cose sono molto cambiate. Scegliere un compagno più giovane significa confrontarsi con un’acerba esperienza di vita, meno responsabilità e maggiore leggerezza nella gestione sentimentale. Una sorta di deresponsabilizzazione (forse solo apparente) dei ruoli di coppia, che inducono il partner maturo a confrontarsi con i propri limiti e gestire, almeno in una fase iniziale, incomprensioni, gelosie e mancanza di progettualità.
Esiste anche una tendenza al contrario ovvero quella di donne giovani interessate a rapporti con uomini maturi: sono oltre 100 mila le donne di età compresa tra i 18 e i 29 anni che si iscrivono a siti di social dating per trovare un uomo più grande di loro. Ben 7,2 milioni di italiani sono iscritti a siti di incontri on-line e le ragazze a caccia di uomini maturi costituiscono l’1,4% del totale: una percentuale minima, ma che identifica un fenomeno presente nella nostra società. Sperimentare una relazione con un partner maturo significa assicurarsi una stabilità economica e la consapevolezza di avere accanto un uomo d’esperienza che saprà comprendere, gestire e risolvere meglio, ogni problematica di vita; ma è proprio così?

Di certo, quella che viene descritta come la tendenza del 2012, ossia uomini attempati accompagnati a ragazze dell’età delle loro figlie, non è affatto una novità. Già Plinio raccontava di Aristofonte, l’uomo che – vissuto nel quinto secolo avanti Cristo – rifiutò la bisessualità come norma del mondo greco per circondarsi di bellissime fanciulle ben più giovani di lui.
Da allora, il cliché si è radicato nella società occidentale in un tourbillon di luoghi comuni, che vogliono la ragazza alla ricerca di un sostituto della figura paterna e l’anziano ricco e maturo in cerca di conferme delle sue abilità seduttorie.
Pazienza, poi, se l’ex golden boy, esaurito lo slancio iniziale, si mette a russare come un sifone, spalmato sul divano davanti alla tv in un archetipico omaggio al maschio pantofolaio, o se la giovane fidanzata si rivela capace solamente di annuire, incantata dal fascino maturo della sua conquista.

Secondo otto italiane su dieci, intervistate da un portale di dating online, il Principe Azzurro dev’essere galante (84%) ma anche semplice (77%), in grado di capire la sua partner (76%), di prendersi cura di lei (67%) e di essere coinvolgente (71%).
Si sta ragionando per stereotipi, è ovvio. In realtà, parlare di mode e fenomeni è più semplice se ci si sta occupando di scarpe, piuttosto che di relazioni e di amore. «L’uomo maturo è più raffinato, ha vissuto il mondo un po’ di più, è di solito più colto e più istruito e può parlare con te di una pluralità di temi da cui imparare. I miei coetanei, invece, sono interessati solo al calcio, alla televisione e ai videogiochi», spiega Patrizia (non proprio una raffinata sociologa), una delle iscritte al sito di dating online di cui sopra, dove ragazze giovani possono incontrare uomini maturi. Probabilmente Patrizia non ha considerato la possibilità di incontrare uomini agée che siano gretti, rozzi e noiosi quanto e più dei suoi coetanei. E il pensiero della incolpevole Patrizia non è mai stato attraversato dall’idea che, anche in un rapporto sbilanciato per età, possa essere la donna a ricoprire un ruolo dominante. Non sempre la giovane che cerca l’uomo maturo soffre del complesso di Elettra, nè ha intenzione di sedersi a venerare il compagno solo perché è quello che ci si aspetta da lei. Sebbene la frase che segue goccioli miele da canzonetta sanremese, va pronunciata: le linee del cuore sono molto più complicate di quello che si crede. Età, dominio, rapporti di potere: davverro questi calcoli hanno a che fare con l’amore?

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