Introduzione a Gasparri (o i dolori del giovane Gasparri)

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Essere Maurizio Gasparri non è mica una robetta semplice: dai trans alle esclamazioni, una breve guida per capire da dove viene. Ma non dove va.

Gasparri era un bambino bruttino, strabico e poco brillante. Quando da piccolo diceva “Mamma”, lei rispondeva “Non chiamarmi così in pubblico”.

Ora Gasparri è un uomo bruttino, strabico e poco brillante. La vita virtuale lo delude: su Facebook gli rifiutano l’amicizia anche i suoi parenti. La vita reale non va molto meglio: qualche volta l’interlocutore se ne va perché non capisce che Gasparri sta guardando lui.

In amore Gasparri ammette di aver fatto alcuni errori. Per esempio, dopo il caso Marrazzo ha fatto sapere che lui una volta un trans l’ha visto ma che gli aveva fatto schifo e si era trattato di uno sbaglio.

È confermato, anche il trans dice la stessa cosa.

Sul lavoro Gasparri è un uomo impegnato, ma non sempre viene compreso per le sue vere intenzioni. Appena Gasparri presenta un disegno di legge che attribuisce capacità giuridica a partire dal concepimento, Bersani esulta e dichiara che si avvarrà del Ddl per chiedere capacità giuridica per il Partito democratico. Gasparri si sgola per dire che lui intendeva parlare dell’embrione e si guadagna solo un bigliettino in cui la Binetti lo invita a cena per stringersi il cilicio a vicenda. Gasparri esclama “Inconcepibile!” e prende la multa perché la sua nuova legge stabilisce che è una bestemmia.

È una vita difficile.

Gasparri allora prova a tirarsi su suggerendo retroscena criminali circa la manifestazione antiberlusconiana il cui colore ufficiale era il viola: con il fatto che alcuni mafiosi vestono in viola, come la mettiamo? Ora che i preti, vestiti di viola per l’avvento, lo hanno bacchettato si aspetta la prossima: Gasparri si annoia e cerca un altro passatempo.

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