Strutture, non sculture

Nadia Galbiati

Il laboratorio di Nadia Galbiati, artista milanese classe 1975, è una piccola officina, con flessibili e seghe a nastro. L’estrema pulizia delle linee che caratterizzano le sue strutture nasce dalla lavorazione del ferro, secondo procedure apprese al Centro Trattamento Artistico dei Metalli di Pietrarubbia, fondato da Arnaldo Pomodoro. Coniugando sensibilità per la geometria e interesse per l’architettura urbana – dal Razionalismo degli anni Trenta alle esperienze contemporanee – Nadia Galbiati realizza strutture e installazioni che indagano il rapporto tra pieni e vuoti, tra lo spazio costruito e ciò che lo circonda. Grande sostenitrice del lavoro site-specific, l’artista realizza gabbie geometriche e modulari per espandere la sua visione plastica su un innesto ambientale. Nelle opere di recente produzione, il reticolato viene alleggerito dalla verniciatura, che annulla il peso del metallo nel bianco. Su queste strutture, sono ancorate lamiere incise attraverso la morsura del metallo, poi patinate e, a volte, trattate con inchiostro calcografico. Le forme – spiega l’artista – devono essere testate, non solo con bozzetti su carta o disegni preparatori, ma anche con modelli in legno, cartone vegetale o metalli più duttili, spesso a grandezza naturale, perché la lavorazione del ferro non consente ripensamenti o ritorni. È necessaria una grande sicurezza progettuale. E i multipli? Non sono ammessi. La realtà è mutevole: impossibile “astrarla” due volte nella stessa forma.

“Quadrilatero” (2018)

Nadia Galbiati
Nasce nel 1975 a Cernusco sul Naviglio (MI), vive e lavora a Pioltello (MI).
www.nadiagalbiati.eu

Galleria di riferimento:
E3 Arte Contemporanea, Brescia

www.e3artecontemporanea.com

“Dialogo 1” (2012)

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