La medium e Houdini

Negli anni ‘20 del ‘900, in Europa e negli Stati Uniti, esplose la moda dello spiritismo, la dottrina filosofica che sosteneva la possibilità di contatto con i defunti, attraverso la seduta spiritica e la figura del medium. È proprio in quel periodo che si consolida la fama di una medium chiamata Mina Crandon, detta Margery.
Nel 1923, Mina inizia a condurre sedute spiritiche, sembra su invito del marito medico. Subito, durante questi esperimenti, succedono episodi strani: gli spiriti iniziano suonano strumenti musicali, attivano un grammofono e muovono il tavolo tenuto fermo dai presenti. Dopo qualche tempo, la donna impara a raggiungere uno stato di tranche, durante il quale attraverso il suo corpo parla Walter Stinson, il defunto fratello.
Il successo di Mina attira l’attenzione del comitato fondato dalla rivista Scientific American per indagare i fenomeni paranormali: un comitato di cui fa parte anche il celebre Houdini. Non convinto dei test a cui è stata sottoposta la medium, l’illusionista decide di assistere personalmente alle sedute, per cercare possibili trucchi.
Il rapporto che nasce tra Mina e Houdini è molto particolare: il loro spirito creativo e la loro origine proletaria li rende affini, ma al tempo stesso nasce tra loro uno spirito di sfida. Lui è impegnato a cercare di capire quali trucchi siano dietro i fenomeni che accadono alle sedute, lei rinnova costantemente il repertorio per dimostrare la genuinità dei fenomeni.
Una corsa che vede sconfitta la medium, la cui fama dopo pochi anni si logora. Mina diventerà alcolizzata e morirà in ospedale. La leggenda vuole che in punto di morte, a chi gli chiedeva se i suoi numeri fossero genuini o frutto di trucco, abbia risposto: “Morite nel dubbio”.

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