Da una certa distanza…

Autoritratti aberranti, anatomie mancanti, creature reali o immaginarie che trovano nel non finito – o nel finito dal fuoco – la loro completa realizzazione. Ad Alessandro Turoni, artista forlivese classe 1986, docente di modellazione digitale all’Accademia di Belle Arti di Bologna, la realtà non basta. Il materiale – filo di metallo, resina, tessuto – è messo al servizio dell’idea per creare ibridazioni naturali (La vita e le sue forme, 2015), anatomie animali, micro-mondi in vitro nei quali l’uomo è visto da una certa distanza. Teatralità della composizione, probabilmente derivante dagli studi accademici di Scenografia per il Melodramma, che ritroviamo nella riproposizione del topos classico delle belve affrontate (Scontro frontale, 2017), ma anche nel ripetersi di strutture piramidali. Se nel caso della Lotta per l’evoluzione (2017) a dominare è la figura umana, che svetta sulle carcasse di numerosi animali, evidenziando l’insanabile conflitto uomo-natura, nell’opera intitolata La ricerca (2015), una scimmia senza volto scava freneticamente in un cumulo di maschere danneggiate, inseguendo una perfezione ideale, pertanto irraggiungibile. E se queste figure vuote o scarnificate fossero tutte autoritratti? Dell’artista, in primis, per sua natura condannato ad uno stato di perenne insoddisfazione, e più in generale dell’uomo contemporaneo, che si trova a combattere quotidianamente La paura e i suoi mostri (2013)…

Alessandro Turoni
Nasce nel 1986 a Forlì, dove vive e lavora.
www.alessandroturoni.com

Galleria di riferimento:
1.1_ZENONEcontemporanea, Reggio Emilia
www.zenonecontemporanea.it

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