Le domande del dopo

Il sogno, il progetto, il lavoro, il successo: è la classica storia di un’impresa che ha saputo farsi onore e di un imprenditore che l’ha portata alla ribalta. E poi? Imprese e aziende di successo sono destinate a diventare brand famosi e a durare nel tempo, spesso ben oltre le aspettative di vita dei propri creatori. Cos’accade pertanto a un’azienda solida e vitale capace di sopravvivere al ciclo biologico dell’imprenditore che l’ha creata, o anche solo al suo desiderio di partecipare alla gestione diretta dell’azienda? Di certo un patrimonio complesso di esperienze, competenze e investimenti non cessa di esistere, semplicemente il timone passa di mano.
La domanda è: a chi?
Per la risposta viene naturale guardare all’ambito familiare, ad una trasmissione dei poteri che segua una linea di sangue, come si trattasse dell’ereditarietà di una monarchia di diritto divino. E’ più o meno sempre stato così, è la consolidata concezione di impresa di famiglia . Non sempre le imprese, passando di mano tra le varie generazioni, hanno visto al proprio comando dei vertici che oltre ad avere ereditato le redini del potere hanno ricevuto anche il cromosoma del genio imprenditoriale. Tante aziende si sono sfatte tra le mani di epigoni incompetenti o con le mani bucate, altre invece si sono sviluppate nel solco della crescita impressa originariamente dal proprio creatore. Altre ancora sono state governate da eredi che le hanno fatte espandere ben oltre i più sfrenati sogni di coloro che le avevano fondate.
Ma in Italia il concetto dell’impresa di famiglia come visione esclusiva del destino di un’impresa si sta lentamente sgretolando. Questo probabilmente perché, seguendo una concezione molto più diffusa all’estero che nel nostro paese, l’impresa sta diventando sempre più un bene fluido, sempre meno un gioiello inalienabile del patrimonio familiare e sempre più un elemento di valore e di equilibrio per il territorio e la società dove l’azienda opera.
Non c’è un modo giusto e uno sbagliato di concepire l’impresa che si è creata, né un modo giusto o sbagliato di passarla di mano. Ma ci sono domande che un imprenditore, ad un certo punto della propria vita lavorativa, si fa sul frutto di tanto lavoro e di tanti sacrifici.
Domande molto personali, inviolabilmente personali.

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