Il leone e la leonessa

Non era al primo film, Robert Redford, quando nel 1965 incontrò il regista Sydney Pollack, col quale diede vita a titoli come Questa ragazza è di tutti, Come eravamo, Corvo Rosso non avrai il mio scalpo, I tre giorni del condor, La mia Africa, Havana. Poi, nel 1980, un altro dei suoi ruoli migliori, in Brubaker di Stuart Rosenberg, e l’esordio dietro la macchina da presa con Gente comune, ricoperto di Oscar. Tra i titoli da regista Quiz show, L’uomo che sussurrava ai cavalli e i più recenti The conspirator e La regola del silenzio. Non era un esordiente, Jane Fonda, quando nel 1967 fece con Redford A piedi nudi nel parco, commedia di origine teatrale, regia di Gene Saks, successo imperituro. Poi lei divenne sex symbol (Barbarella), pasionaria anti-Vietnam (Tornando a casa, 1978), imprenditrice dell’aerobica e altro. Recentemente, insieme a Venezia, hanno ritirato un Leone d’oro alla carriera e presentato il restauro de Il cavaliere elettrico di Pollack (1979) e un altro film appena realizzato, di nuovo insieme. Sono due carismatici concentrati di cinema, icone di quella breve stagione felice in cui a Hollywood si potevano girare delle pellicole originali e libere, che oggi non verrebbero prese in alcuna considerazione dagli executives degli studios, tutti presi soltanto da sequel e remake, da costi e ricavi.

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