Troppo, poco. Troppo poco

Dal pizzicagnolo all’accademico, dallo scrittore senza talento al menestrello imitatore, tutti hanno sentito il bisogno di esprimersi sul premio Nobel per la Letteratura a Bob Dylan. Lui, intanto, già non era più là, ostentatamente disinteressato al clamore. È che, attorno alla musica, proliferano già fin troppe chiacchiere. Ecco perché abbiamo deciso di raccontarvi questo 2016 attraverso un disco di cui tutti hanno parlato, uno colpevolmente ignorato, e uno che sarebbe un delitto non ascoltare.

Artista_ David Bowie
Album_
Blackstar
Etichetta_ ISO / Columbia

Chi, se non lui, avrebbe potuto trasformare perfino la propria morte in un gesto d’arte? David Bowie se n’è andato due giorni dopo aver pubblicato Blackstar, lasciando milioni di persone alle prese con un disco troppo doloroso per essere ascoltato: una stella nera, un’uscita di scena imminente dichiarata a ogni passo.

 

 

 

 

Artista_ Radiohead
Album_
A moon shaped pool
Etichetta_ XL

Alle uscite del quintetto di Oxford, ormai, è abitudine reagire con una catena di emozioni piuttosto singolare: eccitazione momentanea, rispetto, indifferenza. E così, uno dei loro dischi più belli di sempre è quasi passato in sordina: questa piscina a forma di luna è avvolta da arrangiamenti orchestrali di straordinaria levità, mentre il rock è solo un’ombra lontana.

 

 

Artista_ The Comet Is Coming
Album_
Channel the spirits
Etichetta_ The Leaf Label

Reiterazioni minimaliste, sax che si agitano su propulsioni ritmiche indiavolate, il pulviscolo di quelle stelle immaginate negli anni Cinquanta dai pionieri dell’elettronica: il disco jazz più eccitante dell’anno è un disco che al jazz assomiglia solo alla lontana.

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