Passaggi di stato e superfici danzanti

des_2Fluidità eleganza e movimento caratterizzano l’ultima creazione di design di Zaha Hadid, in mostra al Salone di Milano per il brand italiano Sawaya & Moroni. Il tavolo Mew, disponibile nelle tre varianti bianco, nero e rosso, nasce dall’elegante intreccio tra due blocchi di poliuretano riflettente che si fondono ripiegandosi sinuosamente alle estremità per formare le due basi asimmetriche che lo sostengono. Emblematica la descrizione che l’architetto britannico Sir Peter Cook fa dell’Hadid: «Se Paul Klee ha passeggiato lungo una linea, Zaha Hadid ha trascinato le superfici scaturite da quella linea in una danza virtuale, poi le ha abilmente ripiegate su sé stesse, portandole in viaggio nello spazio».

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Il nuovo terminal Marittimo di Salerno si erge a simbolo del processo di riqualificazione della città e porta l’inconfondibile firma del suo ideatore, arch_3l’archistar anglo-irachena Zaha Hadid, scomparsa lo scorso 31 marzo a meno di un mese dalla sua inaugurazione. Quasi una grande ostrica adagiata sulla banchina, nella quale natura e tecnologia si fondono per dar vita a una forma organica che attenua il passaggio tra il liquido del mare e il solido della terra, grazie un design fluido che plasma il cemento in rampe delicate e linee ondulate. L’edificio di compone di tre zone caratterizzate da flussi di traffico distinti: gli uffici amministrativi, il terminal per le linee locali che segue un percorso diretto, e il terminal internazionale che conduce i visitatori nel cuore dell’edificio attraverso una sequenza di spazi che si snodato a partire da un punto focale costituito dal ristorante e dalla sala d’attesa. Tutt’attorno grandi fasce vetrate offrono un’estesa vista sul Golfo di Salerno trasformando l’edificio di notte in un moderno faro che accoglie chi arriva dal mare.

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