L’Expo che vorrei: riutilizzabile

Expo Milano Albero della VitaUn milione di metri quadri tra Milano e Rho: un’area espositiva tanto grande è un prezioso patrimonio non solo per Milano, ma per tutto il nord Italia. Per questo è molto interessante capire come potrà essere utilizzata nel futuro, una volta smantellati i padiglioni dell’Expo.
Al momento in cui scriviamo le prospettive non sono ancora chiare, e quindi non rosee. L’asta per l’acquisto delle aree, che scadeva il 15 novembre, è andata deserta. Pertanto l’Arexpo – la società che ha come soci principali il Comune di Milano e la Regione Lombardia, e che ha investito 150 milioni di euro per l’acquisto dei terreni privati – si sta ancora guardando attorno con in mano quella che rischia di diventare una patata bollente. Ci si aspetta infatti che i terreni vengano venduti a circa 320 milioni di euro per poter rientrare delle spese che, oltre all’investimento iniziale, comprende anche gli oneri finanziari e per le infrastrutture.

I terreni in vendita sono sicuramente appetibili, ma la crisi in atto costringe gli investitori a volare basso e la portata dell’impegno finanziario scoraggia i più. Oltre a ciò, va considerato anche che la vendita comporterà per il futuro acquirente dei paletti precisi, adottati contro il pericolo cementificazione selvaggia, con un limite di 480mila metri quadri sulla volumetria edificabile e l’obbligo di mantenere 475mila metri quadri a parco. Che fine farà quest’area?

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