Un mese con Lorenza Bronzoni

IMG_9011_optdi Daniele Paletta
fotografie di Giuliano Ferrari

Azienda_ Archeosistemi soc. coop.
Cosa_ Servizi archeologici, culturali e bibliotecari
Sede_ Reggio Emilia
Dal_1986
Segni particolari_ Dalla preistoria all’età moderna

Anche la terra ha una storia, e si accompagna a quella dei monumenti che sostiene, o che nasconde. C’è una scienza che studia composizione, genesi e modificazione del suolo: si chiama pedologia, ed è proprio da un esame universitario su questa materia che Lorenza Bronzoni viene folgorata. «Ho capito la ricchezza dei significati che la terra racchiude», racconta, e il suo lavoro è diventato quello di riconoscerere i resti sepolti della storia e comprenderli nel loro contesto ambientale.
Lorenza è la presidente di Archeosistemi, una delle cooperative del settore archeologico fondate negli anni ’80 dopo la nascita del ministero dei Beni culturali: il gruppo opera con committenti di lavori pubblici, privati e di grandi opere, occupandosi non solo di scavi, ma anche di progettazione del rischio archeologico e assistenza ai lavori. «All’inizio degli anni ’80 ognuno di noi faceva pratica nei cantieri, alle dipendenze delle imprese edili – ricorda la Bronzoni. A un certo punto abbiamo deciso di metterci insieme e di creare una cooperativa con competenze professionali e maestranze specializzate in archeologia. L’esempio erano le società archeologiche inglesi, abituate a lavorare a stretto contatto con le università impegnate negli scavi». Col tempo, poi, Archeosistemi ha aggiunto altre attività: «Ci siamo sempre occupati di didattica, organizzando conferenze o spiegando il nostro lavoro nelle scuole – spiega – Dopo gli scavi nel castello di Carpineti abbiamo iniziato anche la gestione di quello spazio, e ora ci occupiamo delle visite guidate in diverse strutture. Dal 2009, poi, è partita anche la gestione di molte biblioteche nelle nostre province d’elezione, Reggio Emilia e Modena».
Le attività da coordinare sono molte, ma questo non impedisce alla presidente della cooperativa di continuare a lavorare sul campo: «Mi piace stare nei cantieri – racconta la Bronzoni – In questo modo mi relaziono senza filtri alle direzioni scientifiche e tecniche, e posso capire come migliorare il lavoro di soci e collaboratori. Sono un’eccezione, lo so: non sono molti i presidenti che scelgono di stare così tanto in prima linea». Tra accordi per l’inizio di nuovi lavori e sguardi al progetto di riforma del Mibac, passando per nuovi ritrovamenti e corsi per la sicurezza nei cantieri, ecco il racconto di un mese passato con Lorenza Bronzoni.

MARTEDÌ 12 NOVEMBRE, ORE 18
DOPO OTTO RIUNIONI E 29 AUDIZIONI, È STATO PRESENTATO IL PROGETTO DI RIFORMA DEL MIBAC: PER CHI LAVORA NEL SETTORE, LE CONSEGUENZE DEI CAMBIAMENTI SONO ANCORA TUTTE DA VALUTARE
Presto, il ministero dei Beni culturali potrebbe imboccare nuove strade. Tra le indicazioni della commissione per il rilancio dei beni culturali e del turismo, vi è quella di istituire una direzione generale che si occupi della digitalizzazione e di creare nuove sinergie tra pubblici poteri e soggetti privati per gestire l’immenso patrimonio culturale e artistico del nostro Paese. Idee accolte con interesse e cautela negli uffici di Archeosistemi: «Non ho ancora avuto modo di leggere nel dettaglio le proposte di riforma – spiega la Bronzoni – È presto per giudicarle anche se, sulla carta, sembrano avere spunti interessanti».

LUNEDÌ 18 NOVEMBRE, ORE 14
ARCHEOSISTEMI HA CHIUSO UN ACCORDO PER PARTECIPARE AI LAVORI NEL PARCO ARCHEOGICO DI SELINUNTE: POCHE ORE FA LA FIRMA A RAVENNA
Uno dei siti archeologici più importanti e belli della Sicilia, quello dell’antica città greca di Selinunte, sta per essere riqualificato. E Archeosistemi sarà della partita: «Lavoreremo con il consorzio Ciro Menotti di Ravenna e altre imprese al restauro del quartiere antico – spiega la Bronzoni – Dovremo rimettere in sicurezza la Casa degli Dei, oltre a costruire una pista pedonale e a realizzare alcuni pannelli didattici. Abbiamo firmato l’accordo poche ore fa, e presto partiranno i lavori». Come ci si muove, in questi casi? «Al momento abbiamo avviato i contatti con la Regione, che ha appaltato i lavori: il ripristino archeologico andrà di pari passo con la realizzazione di alcune opere edili, e non sappiamo ancora di quante maestranze avremo bisogno: è probabile che si debba assumere qualcuno in loco».

VENERDÌ 29 NOVEMBRE, ORE 9
NON SI PRESTA MAI TROPPA ATTENZIONE ALLA SICUREZZA SUI LUOGHI DI LAVORO: LA PRESIDENTE DI ARCHEOSISTEMI È A UN CORSO DI AGGIORNAMENTO
«Come datore di lavoro, sono io la responsabile per la simeons hcg diet protocol sicurezza dei miei dipendenti. È un argomento di primaria importanza, specialmente per la nostra attività che ci porta a lavorare prevalentemente nei cantieri edili: le norme cambiano, e noi dobbiamo essere preparati». La necessità di essere aggiornati, del resto, non riguarda solo le norme di sicurezza: «Per fare il nostro mestiere si deve studiare sempre – racconta – ed è molto interessante mettersi alla prova anche nella pubblicazione dei dati relativi a uno scavo assieme alla direzione scientifica dei lavori. Con l’esperienza si impara anche a gestire meglio i lavori di scavo e recupero archeologico, a immaginare cosa ci si può aspettare dagli scavi: ma ogni volta è un’emozione diversa». Uno di questi cantieri, però, è rimasto nel cuore della Bronzoni: «Ricordo ancora quando abbiamo lavorato sui livelli di Modena di età romana. È una Pompei nascosta: il nucleo storico è praticamente intatto grazie all’alluvione che l’aveva sepolto».

LUNEDÌ 9 DICEMBRE, ORE 15
IN OGNI LAVORO ESISTONO GIORNI SPECIALI: L’ÉQUIPE DI ARCHEOSISTEMI HA TROVATO I RESTI di UNA NECROPOLI DI ETÀ LONGOBARDA
La presidente di Archeosistemi riesce a stento a contenere l’entusiasmo: «Durante l’assistenza in un cantiere di una grande opera pubblica abbiamo trovato una necropoli di età longobarda. Abbiamo scavato le tombe – racconta – e i reperti sono di notevole importanza: una delle sepolture, conservata al di sotto del livello della falda, presenta ancora la struttura lignea, che si è conservata proprio grazie all’acqua». Solo sul luogo la Bronzoni mantiene il massimo riserbo: «È comunque fuori regione», precisa, spiegando poi che il confronto con i vari soggetti coinvolti è già iniziato. «Oggi abbiamo aperto un tavolo con il funzionario della soprintendenza, la committenza, un restauratore che si occupa di legno e un paleobotanico – racconta – Abbiamo concordato il modo con cui procedere per gli scavi: dovremo recuperare i materiali e documentare tutto. Nel cantiere potrebbero affiorare altri reperti, sembra possa esserci la tomba di un guerriero… si tratta di un ritrovamento eccezionale».

GIOVEDÌ 19 DICEMBRE, ORE 10
DAL 2009, ARCHEOSISTEMI GESTISCE IL CASTELLO DI CANOSSA. LA BUONA NOTIZIA DI OGGI È CHE CONTINUERÀ FINO AL 2016
Nel gennaio del 1077, l’imperatore Enrico IV fu costretto a umiliarsi per ottenere la revoca della scomunica inflittagli da Papa Gregorio VII, attendendo inginocchiato per tre giorni e tre notti innanzi al portale d’ingresso del castello di Canossa, mentre imperversava una bufera di neve. Questo è un episodio chiave della lotta medievale per le investiture, e ha reso il castello arroccato sulle prime colline reggiane noto al punto che il detto andare a Canossa è diffuso in tutte le lingue europee. Dal 2009 è proprio Archeosistemi a occuparsi della gestione del castello: la buona notizia di oggi è che proseguirà almeno fino al 2016. «Il rapporto di Archeosistemi con il castello è di lunga data – racconta la Bronzoni – e ha coinvolto sia il settore archeologico, con interventi di scavo e catalogazione del materiale esposto al Museo Naborre Campanini, sia il settore culturale, con l’obiettivo della valorizzazione del sito monumentale e dei suoi servizi di accoglienza. A Canossa ci occupiamo ad esempio anche di visite guidate, percorsi didattici e rassegne, collaborando sempre a stretto contatto con le istituzioni e gli enti privati che gravitano intorno a questa affascinante e complessa realtà».

E DOMANI?
Nell’immediato futuro di Archeosistemi c’è un consiglio di amministrazione durante il quale – spiega la Bronzoni – «analizzeremo i dati del controllo di gestione dell’ultimo trimestre e predisporremo gli strumenti per il rinnovo delle cariche sociali». Nel mentre si continuerà ad affrontare un mercato in crisi: «Le commesse ci sono, ma il settore della progettazione e delle consulenze ai lavori pubblici hanno oggettivamente subito un calo», racconta la presidente. Tocca muoversi in un Paese dove un ex ministro ha affermato con aria grave che “con la cultura non si mangia”, e ovviamente ad Archeosistemi sono di parere opposto: «Bisogna capire che occuparsi di cultura richiede competenza e professionalità – conclude – Non ci sono mai stati inevstimenti importanti, ma le potenzialità dell’Italia sono enormi, e non ce ne rendiamo conto: resta difficile fare rete. Abbiamo alle porte eventi importantissimi: nel 2015 ci sarà l’Expo e si celebrerà il nono centenario della morte di Matilde di Canossa, Ravenna è candidata a essere Capitale europea della Cultura nel 2019… Bisogna solo sperare che le istituzioni vogliano coinvolgere gli attori sul territorio». E valorizzare, finalmente, un Paese che non ha eguali nel mondo.

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