Rumori dell’Apocalisse?

E’ il 23 agosto 2011. Sta per terminare una tranquilla giornata di sole sulla periferia della città di Mosca, quando alcuni residenti avvertono un inquietante rumore che sembra provenire dal cielo. Assomiglia al suono che potrebbe essere prodotto da un gigantesco strumento a fiato, o da un imponente animale preistorico. Il frastuono si interrompe dopo pochi secondi, ma dura abbastanza da essere registrato con un telefonino e caricato su Youtube. Questa è la storia descritta in uno dei primi video caricati in rete che documenterebbero una serie di strani e inquietanti rumori, i quali diventeranno cliccatissimi con il pittoresco nome di suoni dell’Apocalisse. Nel corso degli ultimi mesi del 2011 e del 2012, sono centinaia i filmati caricati in rete: il fenomeno si ripresenta in diverse città del mondo, come ad esempio Curitiba, in Brasile, Viborg in Danimarca, Budapest e persino Palermo e Roma. Ma qual è la natura di questi misteriosi suoni? Da cosa sono causati? All’inizio del 2012 la crescita e la diffusione virale di questi video porta alla condivisione, su blog e siti internet, delle prime ipotesi. Per qualcuno si tratterebbe dei sette squilli di tromba annunciati nell’Apocalisse di Giovanni: un annuncio della fine del Mondo prevista, secondo la famosa profezia dei Maya, per il 21 dicembre 2012. Oggi sappiamo per certo che questa ipotesi è da scartare, dato che le previsioni sulla fine del mondo sono risultate per fortuna molto azzardate.

Una spiegazione apparentemente più scientifica si fa strada nel gennaio del 2012 grazie al geofisico azerbaigiano Elchin Khalilov, che tramite la sedicente organizzazione scientifica Wosco, diffonde alcune dichiarazioni sui suoni dell’Apocalisse subito riportate su numerosi siti e blog che trattano di misteri, teorie complottiste e paranormale. Khalilov sostiene di avere potuto analizzare i rumori misteriosi e si dice convinto che essi siano da ricollegare a un’accresciuta attività solare tra la fine del 2011 e l’inzio del 2012, il periodo di maggiore diffusione del fenomeno. Tale attività avrebbe provocato onde a bassissima frequenza particolarmente intense e in parte udibili dall’uomo. Purtroppo la spiegazione di Khalilov è tutt’altro che convincente: contiene diverse contraddizioni, non descrive le procedure attuate per la presunta raccolta delle registrazioni dei suoni e non fa riferimento a nessuno studio o analisi che li possa mettere in correlazione ai picchi di attività solare. Come sottolinea il blog scientifico I doubt it, per mettere in crisi questa teoria basta considerare che il picco di attività solare registrato nel 2003, simile a quello del 2011, non ha prodotto alcuna segnalazione o testimonianza di suoni dell’Apocalisse.

Come spesso accade, il susseguirsi di ipotesi più o meno fantasiose – in cui non mancano le teorie su misteriosi esperimenti governativi – tralascia una domanda fondamentale spesso ignorata quando si tratta di presunti eventi inspiegabili: esiste davvero un fenomeno da spiegare? Ed è qui che le cose diventano complesse, perché si deve fare i conti con un altro tipo di rumore: quello informativo. I numerosi video presenti su internet mostrano fenomeni sonori assai diversi tra loro: ronzii, boati e persino suoni composti che somigliano a una colonna sonora cinematrogafica. è molto facile che questi rumori si possano spiegare in maniera diversa: ognuno di loro assomiglia al prodotto di una burla, o a suoni ambientali di origine non identificata, o ancora a distorsioni dovute a riprese audio di scarsa qualità. Lo spiega bene Luca Boschini della sezione Lombardia del Cicap, il Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale ed esperto di fenomeni astrologici insoliti. «Va innanzitutto notato che gli autori dei video sostengono che i suoni provenissero da cielo, ma non c’è alcun modo di verificare questa affermazione – argomenta Boschini – Infatti le riprese sono compiute solitamente con telecamere amatoriali o telefonini, che hanno microfoni non direzionali e pertanto captano suoni provenienti da qualunque luogo». Senza la possibilità di ricostruire attraverso testimonianze la veridicità dei video, non si possono poi escludere vere e proprie burle, con audio montati o prodotti dall’autore. Ma anche in caso di buona fede, dice ancora Boschini, «è del tutto possibile che, molto banalmente, l’inquilino del piano superiore stesse guardando la tv a volume alto, mentre davano un film tipo Jurassic Park in cui si sentono terribili urla di dinosauri. Inoltre, la scarsa qualità di alcuni apparati di ripresa può introdurre distorsioni tali da rendere irriconoscibile un suono che altrimenti si potrebbe facilmente identificare». In parecchi casi di ambientazione urbana, prosegue il rappresentante del Cicap, «è possibile spiegare i suoni come macchinari industriali tipo motoseghe, martelli pneumatici, utensili rotanti… O ancora si riconoscono talvolta semplici rumori del traffico urbano, amplificati e incanalati dalla disposizione dei palazzi».
Data la qualità dei video, queste sembrano ipotesi molto più convincenti di improbabili annunci di Apocalisse o misteriose attività solari. Ma tanto per complicare ancora di più la faccenda, i rumori misteriosi hanno degli illustri antesignani: i cosiddetti Hum. Si tratta di ronzii a frequenza molto bassa, avvertiti in alcune aree urbane da piccole percentuali di popolazione (di solito dal 2 al 10%). I casi più famosi sono quelli registrati di Bristol, nel Regno Unito, dove il fenomeno è avvertito sin dagli anni ‘70 e di Taos, nel New Mexico, reso popolare negli anni ‘90. In questo caso sono molte le testimonianze dirette, e il motivo per cui alcune persone avvertono questo ronzio è ancora ignoto, anche se le ipotesi più accreditate riguardano disturbi uditivi, suggestione o presenza di fonti di rumore difficili da identificare in un contesto urbano. L’ultima città colpita da un hum è Windsor, in Canada, dove dall’inizio di quest’anno è stata avviata un’indagine per mappare e capire meglio questo misterioso fenomeno. E forse, finalmente, riusciremo a capire cosa si nasconde dietro al cielo.

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