Un mese con Tiziana Elgari

«Lavorare in un’impresa familiare mi ha dato una grande flessibilità, e la possibilità di crescere i miei figli. Nonostante il mio sia un settore prettamente maschile, non ho mai avuto problemi di alcun tipo legati al mio essere donna». Famiglia e imprenditoria femminile sono le tematiche con cui Tiziana Elgari ha dovuto confrontarsi fin dal primo momento. Da anni detiene una quota societaria di Isolgronde, impresa di Albinea che si occupa di installazioni di grondaie, bonifiche di amianto, realizzazione di coperture metalliche e camini, rifacimento e impermeabilizzazione di tetti. Quando non è impegnata in azienda, poi, la Elgari si occupa di Impresa Donna, il comitato di Cna Reggio Emilia nel quale ricopre la carica di presidente. Le sue sono giornate comprensibilmente molto piene, ma il tempo e l’esperienza le hanno insegnato a gestire gli impegni con il dovuto equilibrio. «Mi sono diplomata nell’estate del 1976 – racconta la Elgari – e a ottobre è nata la mia prima figlia. “Lei ha già un figlio, e sicuramente ne vorrà fare altri”, mi dissero durante un colloquio di lavoro, come se questa fosse una colpa». La soluzione è arrivata grazie alla famiglia: «Quando ero ancora a scuola, mio fratello aveva aperto la sua ditta assieme ad altri idraulici. Io facevo ragioneria, e lui mi aveva chiesto di tenere la contabilità – ricorda la Elgari – Andavo a lavorare con la bimba ancora nella cesta. Quando poi mio fratello fondò Isolgronde, nel 1987, accettai l’offerta del 15% delle quote della società. Da allora sono sempre rimasta qui, ad occuparmi dell’ amministrazione». Tra impegni con l’associazione e lotte nella giungla della burocrazia, ecco il diario di un mese passato assieme a Tiziana.

giovedì 8 marzo, ore 19:00
«Per la Festa della Donna, abbiamo voluto fare un regalo alle imprenditrici reggiane: una giornata di consulenza gratuita»

Dagli uffici di Cna, a fine giornata, la Elgari non riesce a nascondere un po’ di delusione: «Ci sono state poche adesioni – racconta – E’ un peccato: volevamo offrire un aiuto concreto, ma non è andata come speravamo». E’ anche dal tono un po’ amareggiato della Elgari, che si capisce quanto la questione del lavoro femminile le stia a cuore: «In situazioni di crisi, la prima a rinunciare al lavoro è quasi sempre la donna. E’ ingiusto ma comprensibile, visto che siamo noi a doverci sobbarcare anche la cura della casa e della famiglia». La crisi però potrebbe portare tanto a un peggioramento della situazione, quanto a un miglioramento tangibile: «Il cambiamento passa senz’altro da soluzioni legislative come la diminuzione della tassazione sulle imprese gestite da donne, ma prima di tutto deve cambiare la testa della gente – spiega – E’ inconcepibile che la donna debba fare il doppio di un suo collega per essere apprezzata, che sia considerata incapace, che all’uomo si conceda di essere mediocre mentre a una donna questo non capita mai». Eppure, secondo i dati di Unioncamere, nel 2011 sono nate 7000 nuove imprese in rosa: «Questo è praticamente l’unico dato positivo in un contesto di forte recessione – spiega la Elgari – Del resto, anche la vicedirettrice della Banca d’Italia, Anna Maria Tarantola, ha riaffermato di recente che le aziende con donne ai vertici hanno una minore probabilità di entrare in crisi».

Martedì 13 marzo, ore 11:00
In questo periodo dell’anno, tutte le imprese italiane sono alle prese con la scrittura della rettifica della chiusura dei bilanci 2011: Isolgronde non fa eccezione

«E’ un lavoro di cesello, e mi piace che tutto sia fatto con massima precisione – spiega la Elgari – Ci aspettavamo, da parte del Governo, un innalzamento del limite oltre al quale non si possono detrarre le spese di acquisizione dei beni strumentali, ma abbiamo atteso invano». Questo non è certo l’unico intervento legislativo che non è arrivato: «A mio avviso, tutte le procedure amministrative che si fanno per la chiusura del bilancio servono a poco; almeno per le Pmi – afferma – Sarebbe davvero importante la semplificazione degli oneri burocratici per le piccole e medie imprese: anche nelle piccole imprese gli impiegati occupano un numero proporzionalmente importante e rappresentano un costo elevato». E’ quasi inevitabile sentirsi schiacciati sotto il peso di carte e documenti: «Gli oneri burocratici che gravano sulle imprese sono, complessivamente, nell’ordine di 23 miliardi di euro all’anno, con un costo di 5000 euro annui per ogni azienda al di sotto dei 250 dipendenti – commenta la Elgari – Tutte risorse che, invece, potrebbero essere investite in innovazione o sviluppo».

Venerdì 16 marzo, ore 15:00
Gli uffici sono silenziosi: la crisi passa anche per un telefono che squilla meno del solito

«Dal 2003 il fatturato è calato costantemente – conferma la Elgari – Si può dire che il nostro volume di lavoro si sia dimezzato. O meglio: il lavoro c’è, ma i guadagni si sono ridotti drasticamente». Tutto il comparto dell’edilizia è in recessione, e a soffrire maggiormente sono proprio aziende come Isolgronde, con i suoi nove dipendenti: troppo grande per competere nei prezzi con chi lavora in nero o con le ditte individuali, ma troppo piccola per accettare grandi commesse o per puntare ai mercati esteri. «Il mercato è completamente fermo – sospira la Elgari – Spero che si cominci nuovamente a ristrutturare case, e che le persone si fidino di noi: siamo sul mercato da 39 anni, la gente conosce noi e il nostro modo di lavorare».

Domenica 18 marzo, ore 11:30
Centinaia di persone affollano il centro storico di Scandiano: è tempo della tradizionale Fiera di San Giuseppe

Anche Tiziana partecipa all’inaugurazione della Fiera di Scandiano, in veste di presidente di Cna Impresa Donna, per assegnare un premio a un’imprenditrice locale: «Quest’anno il riconoscimento è andato a Lorena Vecchi, che da 28 anni gestisce un negozio di abbigliamento a Scandiano – spiega – E’ un’imprenditrice di grande qualità: sa rinnovarsi e non ha la minima intenzione di tirare i remi in barca. Ha dato molto lavoro a tante ragazze, e le ha tutelate anche quando sono andate in maternità: il suo modo di lavorare è un esempio per tutte».

Martedì 20 marzo, ore 12:30
Isolgronde è alle prese con il Sistri, il famigerato sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti

Proprio nel giorno in cui le associazioni di categoria hanno scritto al ministro dell’Ambiente chiedendo di cancellare l’obbligo di contribuzione per il 2012, la Elgari è alle prese con la compilazione del registro di carico e scarico dei rifiuti, che presto dovrebbe essere sostituito proprio dal Sistri. «Nelle piccole imprese come la nostra, una sola persona si deve occupare di tutto – spiega – Se non altro, con questo registro so cosa devo fare: col Sistri, invece, nessuno sa nulla». L’esperienza della Elgari assomiglia a quella di molti altri imprenditori, alle prese con un sistema che procede a singhiozzo: «Le chiavette Usb che ci sono state fornite ancora non funzionano – racconta – Il sistema non è ancora affinato, mentre tutti hanno la necessità di provarne in anticipo il funzionamento, per capire cosa fare quando il Sistri entrerà finalmente in vigore».

Mercoledì 21 marzo, ore 9:00
Da poche ore, la riforma del mercato del lavoro ha una forma definita e, stando alle parole del premier Mario Monti, «nessuno ha più potere di veto»

Nonostante le dichiarazioni del premier Monti, alcune parti della bozza che sarà discussa in Parlamento hanno scontentato sia i sindacati che le imprese. «Mi sono sempre detta favorevole a una modifica dell’articolo 18 – riflette la Elgari – ma non mi piace come questa norma sarà modificata: se rimarrà così, finirà solo per danneggiare le piccole imprese». Il nodo è quello dei licenziamenti per motivi economici: «Ogni azienda sarà costretta a pagare un indennizzo che va dalle 15 alle 27 mensilità. Ma le piccole imprese non si possono permettere di pagare cifre del genere. Questa riforma non offre né una maggiore flessibilità alle aziende né alcun incentivo al mercato: con norme simili, come farà l’economia a ripartire?».

Lunedì 26 marzo, ore 15:00
Gli effetti della crisi economica, per le aziende, significano non solo un calo dei volumi di lavoro, ma anche ritardi sempre più gravi nei pagamenti

«Sembra che un cliente non mi voglia pagare – racconta la Elgari – Si tratta di un privato, che ha già tardato sei mesi a corrisponderci quanto ci spetta. E il suo caso non è nemmeno il peggiore: ci sono pagamenti che sono in sospeso da quasi due anni». Le procedure per recuperare i crediti sono spesso molto lunghe: «Dovremo ricorrere a un avvocato, anche questa volta – conclude la Elgari – Le imprese non sono tutelate: noi abbiamo fatto il nostro lavoro quando ci è stato richiesto, ma ormai sembra che sia diventato più difficile riscuotere che non saldare i conti».

E domani?
Tra riforme discusse e un mercato che appare fermo, il futuro non sembra certo roseo. Eppure, nonostante le mille difficoltà, non resta altro da fare se non sfoderare ottimismo: «Spero ci sia di nuovo lavoro per noi- conclude la Elgari – Qualche telefonata inizia ad arrivare. Lavoreremo, certo, anche se siamo schiacciati da continue imposizioni, non ultima l’Imu da pagare sul capannone. Eppure, vogliamo farcela. E ce la faremo».

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