Il massacro che c’è in noi

Dal teatro al cinema

Se Carnage, il film di Roman Polanski è stato apprezzato al Festival del cinema di Venezia il merito è da attribuire non solo al grande regista ma anche al libro da cui il film è tratto. Un piccolo capolavoro di grande valore che vi condurrà in un viaggio nell’animo umano, partendo dai sentimenti più civili e cordiali, che spesso sono solo di facciata, giù giù fino agli istinti peggiori e repressi che covano dentro di noi. Il libro si intitola Il dio del massacro e originariamente era una pièce teatrale. Dopo aver girato i teatri europei e americani, esce in Italia per Adelphi – in una fresca traduzione a cura di Laura Frausin Gaurino ed Ena Marchi (dal quale la versione italiana del film avrebbe forse potuto trarre più giovamento).
Homo homini lupus
Nella scena iniziale del libro «regna un’atmosfera compunta, cordiale e tollerante». Due coppie di genitori si incontrano nel salotto dell’abitazione di una delle due per parlare di una lite avvenuta tra i loro figli in un parchetto di Parigi, finita con qualche contusione per i bambini. All’inizio domina il desiderio di risolvere la faccenda nel modo più civile, e tutto sembra appianarsi in modo pacifico. Ma giunti al momento di salutarsi cominciano rapidamente ad emergere i sentimenti nascosti e non detti: aggressività, astio, rancore, violenza che strappano il velo di buonismo e lasciano fuoriuscire il cinismo dal quale nessuno dei personaggi è esente. Se in un primo momento potrebbe sembrare un’illusione di salvezza che una delle due coppie sia più sana dell’altra, anche questa impressione è destinata a dileguarsi: i sentimenti di odio si compongono velocemente in più combinazioni, una coppia sarà contro l’altra, ma anche le donne si coalizzeranno contro gli uomini, e viceversa.
Siamo cattivi?
Le regole si sgretolano. Pare anzi che siano destinate a farlo per la loro stessa superficialità. Come a dire che quando seguiamo delle regole di civiltà, stiamo fingendo. Siamo cattivi?
«Abbiamo fatto i simpatici, abbiamo comprato i tulipani, mia moglie mi ha camuffato da uomo politicamente corretto, ma la verità è che sono del tutto privo di autocontrollo, sono uno che va fuori di testa!»
«Lo siamo tutti».
Il risultato è comico e allo stesso tempo tragico. Il libro di Yasmina Reza ci restituisce un’immagine umana deformante ma spaventosamente simile. Ci ritornerà in mente la prossima volta che tratterremo con un sorriso educato una risposta brusca, una frase cattiva?

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