Una lotta senza fine

Dire di “combattere per la cultura”, oggi, è quasi normale. Chiunque operi nel settore culturale, chiunque si interessi di arte, musica, paesaggio è ben consapevole che la lotta per difendere questo patrimonio è quotidiana.

Le visioni possono divergere soltanto sull’esito: è una lotta proficua o destinata alla sconfitta?
I pessimisti danno ormai la cultura, e alcuni settori in particolare, per morta. Gli ottimisti ad oltranza vedono invece rinascita, prospettive, nuovi modi di finanziare ecc. Come sempre, in medio stat virtus

Sicuramente la cultura e tutte le arti che la rappresentano se non son morte, stanno molto molto male. E al loro capezzale non ci sono certo medici premurosi ma piuttosto improvvisati becchini pronti a seppellirla.
Ma c’è anche chi si ostina, con ragione, a proporre il proprio talento in ambito musicale, figurativo, artistico in senso lato. Poi c’è anche il pubblico dei fruitori che cambia. Oggi chi si avvicina a una mostra, a un’opera lirica, ad uno spettacolo musicale è diverso dal pubblico di ieri. E’ condizionato da innumerevoli fattori che l’hanno reso più distaccato, meno passionale, meno partecipe. Di tutto questo si deve tener conto. I soldi per la cultura sono pochi, i finanziatori privati in Italia si contano sulle dita di una mano, il pubblico non è quello tedesco e nemmeno quello francese.

Allora dobbiamo darci per sconfitti? Certo che no.

Dobbiamo ripartire proprio dai talenti, dai tanti giovani che fanno musica, cantano, dipingono, fanno fotografia, scultura, arti multimediali. Lo fanno con professionalità, studiando ogni giorno per lavorare, possibilmente, ogni giorno.
Sono tanti, tantissimi. Italiani e stranieri che scelgono l’Italia perchè qui comunque si respira cultura, storia, arte. Ripartendo da questi talenti le istituzioni dovranno preoccuparsi di offrire, anche senza grossi investimenti
(anzi, al contrario,…) occasioni di farsi conoscere. I finanziatori privati potranno, auspicabilmente, vedere in questi talenti possibilità di abbinare il loro marchio a iniziative di pregio e con un ritorno di immagine. Il pubblico dovrà pian piano riabituarsi ad essere partecipe e non solo spettatore. E forse, vedendo la passione di tanti giovani, anche supportati da Maestri motivati e generosi, la partecipazione di enti pubblici e privati, anche il pubblico si sentirà “in obbligo” di risvegliarsi da quel torpore in cui è precipitato.

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