Emirati Arabi, un mercato strategico

dubaiEmirati Arabi Uniti strategici per le imprese italiane. Un paese caratterizzato da uno dei PIL pro capite più alti al mondo, stimato nel 2016 con un tasso di crescita del +2,6% sul precedente anno e con ulteriori prospettive di crescita e opportunità di business rappresentate sia dall’Expo Universale del 2020 che si terrá a Dubai, e dal Dubai Industrial Strategy Plan che prevede la realizzazione di 75 iniziative volte a generare ricavi per 40 milioni di euro entro il 2030 con la finalitá di migliorare la competivitá del settore industriale.
Questi i temi al centro del convegno “Opportunitá di business per le reti d’impresa negli Emirati Arabi Uniti”, tenutosi oggi a Venezia presso la sede di Confindustria Venezia Area metropolitana di Venezia e Rovigo. L’incontro di oggi, che segue un workshop tenutosi ad aprile scorso, vede una sinergia di diversi attori: Confindustria Venezia, MAECI (Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale), Retimpresa ,l’ Ambasciata degli Emirati Arabi Uniti,l’ ICE Dubai, CCIAA Deltalagunare ed il Consorzio Invexport. Un incontro che ha evidenziato quali settori cruciali per l’export il legno arredo, il food e la moda, e come driver fondamentale per penetrare questi mercati le reti d’impresa.

” Per cogliere le opportunità è necessario fare rete – spiega Matteo Zoppas, Presidente di Confindustria Venezia Area Metropolitana di Venezia e Rovigo – Aggregarsi é fondamentale per uscire dall’angusto perimetro nazionale e arrivare a lavorare sui mercati internazionali che rappresentano gli sbocchi vitali che un’azienda di piccole e medie dimensioni da sola non riuscirebbe a raggiungere. Questo modello si sta pian piano facendo strada, ma dobbiamo insistere. Il modello di aggregazione ha superato le tremila esperienze coinvolgendo oltre 15mila aziende su tutto il territorio nazionale. Non sono peró solo i nudi dati statistici di crescita a confortarci. Infatti una analisi Istat condotta insieme al Centro Studi Confindustria scatta una fotografia molto positiva. Le imprese che si sono unite sono quelle più performanti rispetto alla media italiana ma soprattutto risultano in grado di compiere un decisivo salto culturale. Si passa dalla logica dell’individualismo e del correre in solitudine alla collaborazione strategica. Alla condivisione del sapere ponendo in comune specializzazioni e competenze, valorizzandole per nuove sfide. Per esempio nell’innovazione dove cogliere le opportunità offerte dal piano del governo per l’industria 4.0 che vede tra i suoi asset fondamentali l’internazionalizzazione.Abbiamo tante sfide da assumere in primis quella di convincere il sistema creditizio e finanziario del bonta’ dei progetti delle reti. In ultima analisi la finanziabilitá di un modello che rappresenta la nuova frontiera di quello dei distretti che ha fatto le fortune del nostro comparto manifatturiero. Dobbiamo peró fare di più. Il Veneto é solo al quarto posto in Italia dopo Lombardia, Emilia Romagna e Abruzzo come contratti di rete stipulati: solo 625 pari al 7,7% del dato nazionale. Noi di Confindustria stiamo, per ovviare a questo deficit, spingendo l’acceleratore sul rafforzamento delle relazioni produttive e commerciali tra imprese di settori diversi, sostenendo le reti che coniugano manifattura, design, creatività e tutta la cultura produttiva di altissima qualità che rappresenta il dna del nostro territorio”.

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