Paganti e portoghesi

L'elefantino Annone

L’elefantino Annone

L’avarizia è uno dei difetti che maggiormente si fa notare e, nei secoli, scozzesi e genovesi devono averne fatto sfoggio in maniera mirabile, data la nomea di cui godono ancora oggi. Ma perché mai allora, quando si parla di qualcuno che non paga il biglietto per entrare a spettacoli o eventi sportivi, lo si chiama “portoghese”?

L’origine di questo modo di dire, si riferisce a un fatto storico avvenuto nella Roma del XVI secolo, sotto il pontificato di Leone X. Il re del Portogallo inviò al Papa una missione diplomatica per ottenere la sua benedizione nella spartizione dei nuovi territori d’oltremare con le altre potenze europee, accompagnandola con un ricchissimo campionario di omaggi esotici, tra cui un elefantino albino da Ceylon, chiamato Annone. Il Papa rimase così deliziato dagli omaggi, che offrì il libero accesso ad ogni tipo di spettacolo a tutti i portoghesi durante il periodo della missione diplomatica in città. I romani, capita l’antifona, iniziarono a spacciarsi tutti per portoghesi ai botteghini, con danni alle casse vaticane facilmente immaginabili. Da allora i portoghesi, loro malgrado e grazie ai romani, sono diventati gli scrocconi per antonomasia.

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