L’impresa di ricostruire

Modena e L’Aquila: diverse e distanti, geograficamente e culturalmente. Eppure dopo il 6 aprile 2009 si sono avvicinate. L’importante compito di ricostruire la città abruzzese demolita dal sisma è stato infatti affidato ad un’impresa modenese: Gianluca Ascari, geometra e titolare di Minerva srl ci racconta la sua storia.

Come vi siete fatti conoscere a L’Aquila?
La possibilità di farci conoscere è stata “fortuita”. Nell’affidamento dei lavori certamente ha giocato un ruolo il rapporto di fiducia e reciproca stima con alcuni operatori economici del luogo. Con loro infatti ho avuto modo di collaborare durante l’emergenza per la costruzione dei Campi di prima accoglienza, cui ho partecipato come volontario, essendo iscritto all’associazione Geometri Volontari aderenti alla Protezione Civile. Naturalmente hanno contribuito anche la nostra capacità tecnica e l’affidabilità finanziaria garantita dall’appartenenza ad un consorzio di imprese come il CME di Modena.

Qual era la situazione abruzzese al vostro arrivo?
Le costruzioni in cemento armato ed in muratura ben costruite hanno sostanzialmente retto all’evento sismico, riportando danni ingenti, ma salvando la vita alle persone che le abitavano. I crolli veri e propri, come stanno evidenziando le perizie in corso, sono dovuti alla concausa di una progettazione non corretta sommata ad una mal esecuzione delle strutture in cemento armato. Per quelle in muratura dei centri storici e non, ha inciso certamente l’assenza di normative all’epoca della costruzione. Il tutto è stato aggravato da ristrutturazioni eseguite in economia, magari direttamente dai proprietari, senza criterio.

Come sono i rapporti con le imprese edili locali?
Buoni! Tant’è che si sono già associate al nostro consorzio alcune imprese abruzzesi e de L’Aquila. Lo scopo non è entrare e portare via lavoro alle imprese locali, ma creare una sinergia ed una collaborazione proficua atta a colmare vuoti e lacune che un aumento esponenziale delle opportunità di mercato inevitabilmente ha creato.
Quanto i lavori in Abruzzo hanno contribuito ad ampliare gli orizzonti della vostra impresa?
L’Aquila è stata un’opportunità importante: ha dimostrato che la nostra impresa è in grado di attivare un’attività anche lontano da Modena e quindi ci ha convinti ad analizzare e formulare preventivi per costruzioni da realizzare su tutto il territorio nazionale. Speriamo che a settembre arrivi un ulteriore impulso alla ricostruzione aquilana, che sta muovendo i primi passi solo ora, a oltre due anni dal sisma.

Cosa state facendo a L’Aquila?
Ci proponiamo come impresa specializzata nel consolidamento e miglioramento sismico dei fabbricati da ristrutturare. Quindi, avvalendoci del supporto tecnico e dell’assistenza delle ditte specializzate, proponiamo e realizziamo costruzioni antisismiche. Le tecnologie antisismiche nelle costruzioni sono molteplici e vengono richieste, per conto dei committenti, dai tecnici abilitati (ingegneri e architetti) che progettano l’intervento di ristrutturazione da eseguire. Per rispondere alle richieste dei committenti e dei progettisti la nostra impresa si è organizzata in modo adeguato: conoscenza ed esperienza delle varie opere antisismiche; strutture, mezzi e personale preparato per poterle praticamente seguire.

Perché raggiungere una dimensione nazionale?
L’attuale crisi economica impone di guardare ad appalti ed interventi edilizi al di fuori dalla realtà locale. L’obiettivo di potere realizzare opere immobiliari importanti di grandi dimensioni spinge la nostra impresa a guardare alle grandi città italiane come Roma, Firenze, Bologna e Milano, dove si concentrano gli investimenti immobiliari e gli interventi costruttivi più significativi. Certo, per potere affrontare interventi di questo tipo è necessario che l’impresa abbia particolari caratteristiche e organizzazione, e che si avvalga della collaborazione di persone e professionisti con grande esperienza.

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