Fine delle previsioni

“Nel 2029 l’intelligenza delle macchine sarà uguale a quella degli esseri umani. Non ci sarà subito un cambiamento radicale, ma l’intelligenza artificiale continuerà a migliorare in modo esponenziale. Nel 2045 la sua potenza si sarà moltiplicata per un miliardo e il mondo entrerà nell’era della Singolarità”
Ray Kurzweil, informatico, inventore e futurologo, 2005

DUNQUE…

Il messaggio sembra piuttosto chiaro: la ruggine la faranno gli uomini, non le macchine. Secondo le teorie di Kurzweil, visionario di professione che vanta all’attivo previsioni avverate di tutto rispetto, molto presto i sistemi di intelligenza artificiale saranno in grado di riprodursi e correggersi da soli, immaginare ed avere sentimenti, fare progetti e realizzarli. Nell’era della Singolarità le macchine potranno gestire il mondo al posto dell’uomo e lo faranno in maniera più razionale ed efficiente.

A lungo considerate materiale per libri di fantascienza, le teorie di Kurzweil stanno ora acquisendo sempre maggiore credibilità nelle università e nelle aziende californiane. Consapevoli delle possibili, tragiche conseguenze per il futuro dell’umanità, alcuni gruppi di scienziati nella Silicon Valley stanno, infatti, già lavorando a soluzioni per scongiurare il peggio. Eppure, il vero dramma è un altro. E occupa già il nostro presente. Le conseguenze della Singolarità sono, infatti, inimmaginabili nel senso stretto del termine: dal momento che tutto sarà creato e gestito dalle macchine predire ciò che accadrà una volta entrati nell’era della Singolarità è per definizione impossibile. Con nostro grande disappunto, la prima ad arrugginire, quindi, sarà proprio la mirabile capacità dell’uomo di fare previsioni…

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