Scuola 2.0

“I limiti del mio linguaggio significano i limiti del mio mondo” sosteneva Ludwig Wittgenstein. Una riflessione illuminata che risale a un secolo fa ma di rilevante attualità in questi tempi di straordinaria interconnessione tra luoghi e persone lontani. Ispirata dal desiderio di attraversare i confini del mondo dei più piccoli proprio grazie alle potenzialità del linguaggio, è nata a Reggio Emilia una scuola d’infanzia che adotta come lingue madri l’inglese e la musica. La scuola, una sezione del nido di via Mameli, gestito dalle coop sociali Ambra e Totem di Reggio Emilia, si rivolge a bambini dai 2 ai 4 anni e propone attività esclusivamente in inglese, sotto la guida di insegnanti madrelingua, con una sensibilità particolare per il mondo dei suoni. L’idea di un nido internazionale è della coppia Griminelli, e in particolare della moglie del celebre flautista. Un’idea che è stata accolta con grande entusiasmo da Mirosa Macciò, responsabile dell’area infanzia delle cooperative sociali Ambra e Totem che già gestiscono il nido scuola Totem e che realizzeranno il progetto. E’ Mirosa a raccontarci: “Quando Griminelli e la moglie Rossana sono venuti per parlarmi dell’iniziativa hanno trovato la mia più completa disponibilità, perché questo era un progetto che io stessa avevo in mente di realizzare prima o poi”. Mirosa, ex-insegnante con una ventennale esperienza di lavoro anche all’estero in paesi come Nigeria, Iran ed Egitto, ci spiega: “La scuola nasce comunque dall’attenzione della nostra cooperativa, da 12 anni attiva nel campo dell’educazione, per le necessità delle famiglie, dei figli, dei cittadini e quelle di una realtà nella quale la diversità è una ricchezza e le connessioni un imperativo.

Ma anche dall’attenzione per qualcosa che a Reggio Emilia, conosciuta a livello mondiale per la qualità e l’innovatività dei servizi educativi, ancora mancava”. Alla realizzazione del progetto prende parte anche Reggio Children, imprescindibile partner di riferimento in tema di ricerca e sperimentazione nell’ambito educativo con il quale la cooperativa Totem collabora per la gestione dell’atelier “Raggio di Luce”. I bambini iscritti saranno una ventina, non solo figli di coppie “internazionali”, ma anche di coppie italiane che hanno saputo comprendere e cogliere la preziosa opportunità offerta ai più piccoli: “La fascia tra i 2 e i 4 anni ci sembrava l’età migliore per iniziare questa esperienza – aggiunge Mirosa Macciò -. Per i bambini di quest’età infatti è naturale confrontarsi con linguaggi nuovi, perché imparano molto velocemente e riescono altrettanto rapidamente ad adattarsi a nuove situazioni grazie alla loro curiosità e al desiderio di conoscere il mondo”. Il sogno sarebbe, tuttavia, quello di poter estendere l’età dei partecipanti: “Ci piacerebbe dare continuità a questo progetto, realizzando in futuro anche una scuola elementare internazionale”.

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