Street

Date: 16/09/2012 Tags:

Settembre 2012

James Kalinda, “Pigeon”
(2011, pittura su muro)

Inverno. Interno di una fabbrica abbandonata nella periferia milanese. C’è umidità e il colore non asciuga, ma la mano corre veloce, graffiando la parete con un segno tagliente. Poche ore per otto metri di pittura. Un piccione scheletrito, atroce ma seducente, che si solleva da un mandala monumentale, a ricordarci la caducità della vita. Come i disegni dei monaci sulla sabbia, così i muri hanno una storia breve. Gli edifici vengono abbattuti, le pareti imbiancate, ma in questo limite temporale si cela tutta l’energia del gesto. Fonte d’ispirazione: la natura, virata nel fucsia – «un rosso andato a male» – alienante come la società contemporanea. Un’opera che ben sintetizza il lavoro dell’artista della copertina di questo mese, noto a tutti come James Kalinda. Esploratore di tecniche e linguaggi, Kalinda vive nell’anonimato, dipingendo per la strada e in luoghi abbandonati. Dai disegni ai dipinti, dai video ai tattoo, fino alle recenti sculture con ossa di animali, la sua ricerca muove verso una dimensione mistica e sacrale.