Carta

Date: 16/03/2013 Tags:

Marzo 2013

Miriam Secco, “Kosmonavt”
(2010, tecnica mista su cartone 100×72 cm)

Un astronauta paralizzato di fronte all’immensità dell’universo che si estende oltre la linea dell’orizzonte, dove il bianco del suolo incontra l’oscurità del cosmo. Unico appiglio, un’altra figura vivente, la cui presenza – quadro nel quadro – si riflette sulla visiera della muta spaziale, ma senza fornire alcun conforto. Miriam Secco sceglie di rappresentare la fragilità della condizione umana in una riflessione che abbraccia la vita e la morte, alla ricerca della propria identità. Elemento ricorrente: la maschera, spesso a forma di pesce, che si carica di significati simbolici (inconscio, divino) e allo stesso tempo serve all’artista per perdersi nell’azione, in attesa delle reazioni del pubblico, a volte empatiche, a volte ilari e violente. Le sue opere presentano, infatti, uno spiccato carattere rituale e performativo, per un’arte meno elitaria e più partecipata. Prima l’azione, poi la documentazione, attraverso fotografie, video, opere su carta e sculture, nuovi reperti del contemporaneo.