Hard

Date: 16/12/2012 Tags:

Dicembre 2012

Marco Bolognesi, “Michizono. To please you (Geiko)” (2008, cm 196×125)

Marco Bolognesi non è un fotografo, almeno non lo è nel senso tradizionale del termine. Il suo interesse non risiede nella registrazione della realtà, ma nella costruzione di un mondo parallelo, dominato da un’estetica cyberpunk. Il Bomar Universe, sintesi del suo nome e acronimo di Bellic Operation Machine Assembled for the Republic, si arricchisce a ogni nuovo progetto perché, indipendentemente dal medium utilizzato – fotografia, video, disegno, installazione – lo scopo è rapire lo spettatore per condividere gli stessi orizzonti. Storie che attingono all’immaginario fantascientifico degli anni ’70, parafrasando dato autobiografico e sentire collettivo. Trait d’union, il corpo. Nudo, truccato, mutante, modificato dalla tecnologia e dalla società. Dalla figura della geiko, che si dona completamente al suo uomo-padrone, ai corpi bianchi della serie Humanescape, in cui lo sguardo si apre per la prima volta al paesaggio, dando corpo alle difficoltà del vivere contemporaneo.