Sincronizzare

Date: 14/06/2012 Tags:

Giugno 2012

Davide Bramante, “American Eagle”
(2011)

Nato all’ombra del Duomo di Siracusa – prima tempio, poi chiesa e oggetto di interventi arabi e normanni – Davide Bramante non può che intendere la fotografia come stratificazione di immagini. Visioni multiple, ottenute in fase di ripresa, bloccando la pellicola e scattando più volte sullo stesso fotogramma, senza alcuna manipolazione digitale. Tante le città, da Roma a New York, fino alle metropoli d’Oriente, raccontate attraverso la sincronica sovrapposizione di diverse immagini, lucido emblema della società convulsa in cui viviamo e magico richiamo ad una realtà altra che, come rivela l’autore stesso, corrisponde al suo modo di ricordare, di pensare e di sognare. Frutto di una sfida, lanciata da un collezionista poco dopo un vernissage a South Hampton, l’opera in copertina segna un passaggio importante nella ricerca dell’artista che, per la prima volta, registra la presenza umana, in passato evocata attraverso luoghi e monumenti. «Ti danno fastidio le persone?» «Certo che no». E dal viaggio newyorkese sono tornate due opere, gremite e brulicanti.