Notte

Date: 16/04/2013 Tags:

Aprile 2013

Giacomo Costa, “Secret garden n.6”
2008

Come apparirebbe il mondo dopo la scomparsa dell’uomo? Da Alan Weisman (The World Without Us, 2007) a Giacomo Costa il passo è breve. L’ambiente è il fulcro attorno al quale ruota la ricerca del fotografo toscano, attento osservatore dei cambiamenti climatici che caratterizzano la nostra storia recente. Grazie a un’assoluta padronanza delle tecnologie digitali, Costa dà vita a scenari post-apocalittici: città in rovina, giardini sferzati da una luce radente e paesaggi sterminati, in cui la natura si frantuma nei singoli elementi. Un monito, forse un presagio di un’imminente fine, che troviamo anche nell’opera di copertina, in cui le piante si riappropriano del loro spazio, fagocitando la città, metafora dell’uomo e superfetazione del pianeta. Snodo importante nella ricerca dell’autore, questa fotografia coincide da un lato con la pubblicazione del libro The Chronicles of Time (Damiani, 2008), e dall’altro con la partecipazione alla Biennale di Venezia (2009) su invito di Luca Beatrice.